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Giacomo Lubrano
Sonetti

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  • I
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I

MORALITÀ TRATTE DALLA CONSIDERAZIONE

DEL VERME SETAIUOLO

PROEMIO

 

Tromba non ho sì ambiziosa in mano,

che svegli Erato in Pindo al suon de l’armi.

Delitto trionfal, non Gloria parmi,

lodar naufrago un Mondo in sangue umano.

 

Non m’infiamma i fantasmi Estroinsano,

che d’Idalie menzogne osi imbrattarmi.

Saggia Moralità mi detta i carmi,

Aquila al Vero, e non Farfalla al Vano.

 

Con inchiostri Febei a l’ore inferme,

d’ozio senil imbalsamo gl’istanti,

destando Uranii spirti al Plettro inerme.

 

Già vicino al morir vo’ che a’ miei canti

fili le prime corde industre un Verme,

che da la tomba sua trae i suoi vanti.

 




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