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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • XXXIX
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XXXIX

ALLA ZANZARA, CHE DISTURBAVA

L’AUTORE NEGLI STUDII LITTERARII

 

Istrice minutissimo, che irriti

sveglie d’Impazienza a l’ore oscure:

punto sol divisibile in punture,

per turbar bisbigliando ozii eruditi:

 

de la tua tromba a’ strepitosi inviti,

il Tedio a l’armi, e fumano l’arsure;

e se mai cerca il sonno ombre sicure

gli occhi chiusi ad un vol piangon feriti.

 

D’importuni susurri atomo vivo,

formi un’Eco di piaghe a chi più tace,

cangiando in strale il sibilo furtivo.

 

Quanto miseri siam? un suon mordace

c’insanguina i sudori al caldo estivo:

ci ruba un schizzo d’Essere la Pace.

 




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