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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • LVIII
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LVIII

INSAZIABILITÀ DEL CUORE UMANO

 

Piovan nembi di glorie e fiumi d’oro:

se slargo il seno a saziar le brame,

vie più cresce la sete, arde la fame,

quanto avido più bevo, e più divoro.

 

Le due Case del Sol non han tesoro

che un Cuor fatto per Dio a pien disbrame.

Di più accesi desii tesso le trame,

se mi dàn più Fortune i crini loro.

 

Tutto il Mondo non può con le sue scene

rappresentar la contentezza intera:

ché l’ultimo Atto è Prologo di pene.

 

Ogni giorno felice urta a la sera:

su le poste del mal corre ogni bene:

di ogni Regno la Tomba è Centro, e Sfera.

 




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