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Giacomo Lubrano
Sonetti

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  • LIX
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LIX

PER L’ESTÀ SECCHISSIMA NEL 1680

 

Non regnan Soli in Ciel, regnan Fetonti.

Latran da Sirii ancor gli Artici lumi.

De l’Aria incendiata arsi Orizonti

sbuffano in faccia a l’Albe aridi fumi.

 

Bollono l’ombre stesse in valli, in monti;

ogni Campo par Eremo di dumi;

urne di polve son l’urne de’ fonti;

senza che ’l sappia il Mar, seccano i fiumi.

 

E più superbo e più lascivo ogn’ora

ostenta il Fasto ambizion d’eterno!

Incenerisce il Mondo, e pur peggiora.

 

Le vendette del Ciel si prende a scherno;

piogge di perdon col pianto implora,

mentre spira visibile l’Inferno.

 




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