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Giacomo Lubrano
Sonetti

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  • LXVI
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LXVI

IN OGNI SECOLO NASCER GRAN SAVI

 

Lodo l’Antichità, né metto in fondo

di laguna Letea Stoe e Stagira.

So che a canuto pel s’inchina il biondo

e più Platon che Tullio s’ammira.

 

Ma non pose i confin’ l’Ismenia Lira

a tutte l’armonie del suon fecondo:

e mal sopra gli Atlanti il Ciel si gira,

se non nascon fra’ Saggi Ercoli al Mondo.

 

L’Età nostra può ben ornar di Encomii

Mostri d’ingegno, a cui l’abave scole

da metterli a confronto appena han nomi.

 

Chi ’l tempo e non il merto attender vòle,

posponga l’Oro al fango, al fiore i pomi,

a l’Abisso i Fenomeni del Sole.

 




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