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| Giacomo Lubrano Sonetti IntraText CT - Lettura del testo |
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SU L’ISTESSO
Per fare a i Fati ambizioso scherno, postumo il Fasto imbalzama gli Estinti; e perché mostri maschera d’eterno, stampa in faccia al pallor ostri dipinti.
Ma non rinverde mai di morte il Verno con Assirio licor di Aprili finti; ché in ceneri dissolve il tarlo interno gli Elmi guerrieri, e gli Acidalii Cinti.
Di bella Eternità lucide tempre serban d’un casto cor le nevi sole, senza nebbie di fral, che le distempre.
Così nel sen d’incalcinata mole dura intatto Xaverio, e vive sempre: ché negli Occasi suoi non manca il Sole.
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