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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • XCIII
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XCIII

IL BEATO LUIGI GONZAGA NON SENTÌ

I PRIMI MOTI DELLA CONCUPISCENZA

 

Angeli aprite il Ciel, che a’ guardi vostri

offre un Giovine Eroe Lattee più belle:

sono gli affetti suoi candide stelle

senza un’ombra di fasto in mezzo a gli ostri.

 

Destargli non ardìr d’Erebo i Mostri

un primo moto a la ragion rubelle;

un’aria sola, un fumo sol di quelle

scintilluzze improvvise a i sensi nostri.

 

Le perle adulerei, se nel candore

simili le lodassi al mio Luigi,

ch’ebbe di tutta l’Innocenza il fiore.

 

Volle Iddio con insoliti prodigii

di nova Purità stampargli al core

de l’Atto Puro suo chiari vestigi.

 




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