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| Giacomo Lubrano Sonetti IntraText CT - Lettura del testo |
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AL SERENISSIMO E INVITTISSIMO DUCA DI LORENA
Che comete, che tuoni? arso Boote mira a lampi fumar l’Artico Polo; né regger può del Carro suo le rote, e teme urtarle incenerite al suolo.
Marcian più guerre in una guerra, e scote di barbari Turbanti immenso stuolo a l’Imperio Roman le Rocche immote, sbalzando in mine anche i tremuoti a volo.
Or chi a frenar l’incendioso orgoglio, qual cor, qual mano a’ torbidi torrenti di fiamme ed armi oppose argine e scoglio?
Tua fu la Gloria, o Carlo, in cui viventi spirano più Goffredi: a l’Austrio Soglio Tu scolpisti in trofei anche i spaventi.
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