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Giacomo Lubrano
Sonetti

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  • CXVIII
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CXVIII

SI SVEGLIA L’ITALIA AD ARMARSI

CONTRA LA BARBARA VIOLENZA DE’ TURCHI

 

Gelan l’Orse a la , gelan gli Arturi,

Stelle infingarde, Oroscopi smarriti:

ove d’Ismara Luna a’ lampi arditi

piangon schiavi di notte i giorni oscuri.

 

Già fan le trombe a i Tartari tugurii

contra il Cesareo Tron bellici inviti:

e più boschi di palme a Traci, a Sciti

sul Carpato rubel taglian le scuri.

 

Italia e dormi? E rugginoso oblio

spunta al prisco valor l’eroiche spade?

e non gridi: qual fui, esser voglio Io?

 

Senti: se Roma crolla, o l’Austria cade,

Autipoda vedrai del Cielo e Dio

passaggiero l’Inferno a le tue strade.

 




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