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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • CXXVI
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CXXVI

IN LODE DELLA CITTÀ DI PAVOLA.

AL SIGNOR DON FRANCESCO SPINELLI

MARCHESE DI FUSCALDO

 

Assisa in verde trono il Mar sormonti

incoronata il crin d’aure serene:

con lingua di Zaffir l’onde Tirrene

baciano il piè de’ tuoi frondosi monti.

 

Archi superbi, imperiosi ponti,

apron faccia di Reggie a le tue scene.

E perché ridan le tue Ville amene,

liquidi giornalierpiangono i Fonti.

 

Folti boschetti, amabili colline,

di guerriero Cignal, di Lepre imbelle

dànno a le cacce tue dolci rapine.

 

Ma son de i pregi tuoi glorie più belle

che con eterno Aprile anco le spine

sappian ne i tuoi, Signor, fiorir da Stelle.

 




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