Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • CXXXVI
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

CXXXVI

ALL’ISTESSA

 

Occhi miei che mirate? ove rilusse

colorito un Empireo in bei lavori

sparta di precipizii ombra è di fuori,

e ’l pensier pena a raccordar che fusse.

 

Lucifero cred’io le Furie indusse

a vomitar d’Abisso empi vapori:

soffrendo che in terra un Ciel si adori,

come che fatto ad arte un Ciel distrusse.

 

Ma scoppi pur d’invidia. Un cor sincero

che viva in Dio, benché tempesti il suolo,

se perde un finto Ciel, non perde il vero.

 

Veggio su il Tabor, e mi consolo,

nel divin volto il Paradiso intero:

ché val per cento glorie un Giesù solo.

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License