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| Giacomo Lubrano Sonetti IntraText CT - Lettura del testo |
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X L’INDUSTRIA INGEGNOSA È UNA FORTUNA DOMESTICA
Da qual Euclide apprese, in quale scola un Vermicciuol Geometrie maestre? che d’auree linee in seriche palestre, erudito Inventor l’arti consola?
Qual Pallade gli diede, e subbio, e spola da pinger nova scena a Frigie Orchestre? Come, fabro, al garrir d’ombra silvestre tesse le tombe sue, e poi sen’ vola?
Si confonda in mirarlo il Fasto umano, che a pompeggiar impoverisce un Regno, e spoglia d’ostri e gemme il Mare insano.
Di gran gloria in un Verme ecco il disegno: forma un Orbe in se stesso, e mente, e mano; ché far molto col poco, opra è d’ingegno.
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