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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • XXXVII
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XXXVII

DONNA VANISSIMA VESTITA A

INTRECCIATURE DI PAGLIUZZE

 

Scherzo fatale! Insuperbita Clori

di pagliuzze trapunte orna le vesti.

Con quel cibo di belve aguzza i gesti

a morder l’alme, a divorare i cori.

 

Di smorte ariste apocrifi splendori,

di leggier’ vanità sfoggi funesti:

chi mai li mira a piangere si appresti,

spenti in nebbie di fumo i proprii ardori.

 

Lungi o Ragion da sì fallaci scene:

Circe vi è dentro a ricamati incanti,

che al fin le paglie sue tesse in catene.

 

A che perdervi gli occhi o ciechi Amanti?

Dopo un folle martìr d’affanni e pene,

son le mèssi d’Amor paglie incostanti.

 




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