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Giacomo Lubrano
Sonetti

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  • XL
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XL

LE LUCCIOLE

 

Spanda pur dense nebbie, e chiuda il Maggio

sotto larva di verno i suoi sembianti;

ché a fosco Ciel per Eremo selvaggio

m’apron la via le Lucciole vaganti.

 

Vivi baleni, e facelline erranti,

fanno a l’ombre più cieche un chiaro oltraggio.

E quasi di Natura alati incanti,

cangian le fughe in lampi, il volo in raggio.

 

Sù sparite timori, ecco d’intorno

da pennuti rubin’ l’aria s’infiora;

e ne le notti mie non manca il giorno.

 

A che turbarmi? a che aspettar l’Aurora?

Non curo il Sol, se sa del tempo a scorno

produr le Stelle sue la terra ancora.

 




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