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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • XLIII
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XLIII

CACCIA DEL PESCE SPADA

NEL FARO SICILIANO

 

Per le liquide vie vola ondeggiante

del tempestoso Nume orrido figlio,

che ha di cerulea spada armato il ciglio:

terror di Teti, e fulmine guizzante.

 

Trema negli antri suoi Scilla latrante,

mirando ne gli assalti il mar vermiglio;

ché ad ogni pescator vivo periglio

intima il mostro fier, strage natante.

 

Ma se ’l colpiscon mai l’Aste già pronte,

si sbatte, e sbuffa; e l’agonie si affretta,

con la morte nel sen, la spada in fronte.

 

Nobili a voi: un tal destino aspetta

chi morde acciari, e sanguinario a l’onte

stima gloria del brando ogni vendetta.

 




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