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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • XLIV
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XLIV

ABUSO D’INTEMPERANZE NELLE

POZIONI AGGHIACCIATE

 

Doni del Ciel, gratuiti tesori

cadono giù le nevi, e in bianca mole

si rapprendon penose, onde la prole

làttin poi sciolte a rustici lavori.

 

E pure il Lusso l’offre in tazze d’ori

per estri a Bacco, e fomiti a le gole;

e ben che arrabbi ingiuriato il Sole,

mira tremar l’Està, freddi gli ardori.

 

Ebri Epuloni, o voi, che in laute cene

fate brillar voluttuoso il Verno

ne’ dì canicolari entro le vene:

 

tempo verrà, che nel profondo Averno

impetrar non potrete arsi da pene

un’istantanea stilla al foco eterno.

 




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