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Giacomo Lubrano
Sonetti

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  • XLVIII
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XLVIII

NELLA VITA, NON ESSER NULLA DI NOSTRO

 

Non è certo il Domani, e vola l’Oggi,

né l’Uom altro ha di suo che ’l tempo d’ieri;

a la più ferma età servon d’appoggi

momenti indivisibili leggieri.

 

Spenda tesori il lusso, e ricco sfoggi,

che son poi nel morir atomi neri;

alzi fabriche immense, ed al Ciel poggi,

ch’una goccia disfar può Sogli interi.

 

Son di delirio ambiziosi inganni

ne’ natalizii Dì pompe festive,

mentre ogni giorno è un funeral de gli Anni.

 

Chi mai le sue ruine a lucro ascrive?

Chi di Trionfi un Arco erge a suoi danni?

Ahi, sol perdendo l’Essere, si vive.

 




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