Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • LXXII
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

LXXII

CHI PENSA SEMPRE ALLA MORTE,

È CANDIDATO D’ETERNA VITA

 

La già bella di Caria al suo Mausolo

fe’ del vedovo sen tomba vivente.

Le reliquie d’Amor ceneri spente

sorbì piangendo ad animarne il duolo.

 

Alme fedeli, a voi la sparsa al suolo

di funebre terren polvere algente,

tutto che sozza e fral, con porvi mente,

può vèr l’Eternità spingervi a volo.

 

Se la beve il pensier trasfonde al core

spirti di vera gloria; e fa che Sorte,

non pena sia la brevità de l’ore.

 

È vicino a goder l’Uomo consorte

non so che di divin, quando a sé mòre,

ché spiana al Ciel le vie polve di morte.

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License