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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • LXXVII
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LXXVII

ALLO STESSO

 

Un Esser senza nome, un Oriente

presso cui non ha raggi il Sole oscuro.

Un Tutto senza parti, un Atto puro,

e del mio Bello origine immanente.

 

Per Teatro di glorie ho la mia mente:

ad ogni istante Eternità misuro:

il Passato, il Possibile, e ’l Futuro

senza tempi per me sempr’è presente.

 

Non antico, non nuovo. Immenso, immoto.

Tolgo le fughe al tempo, e il cenno mio

raffrena il Caso, ed incatena il moto.

 

Senza numeri Trino ed Un son Io.

Primo senza principii, a tutti ignoto:

se brami di saper chi son, son Dio.

 




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