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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • LXXXI
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LXXXI

SAN PIETRO CELESTINO RINUNZIA IL PAPATO,

E SI RITIRA NELLE SOLITUDINI

 

A voi ritorno, o Eremi Sanniti,

né curo aver larve di Ciel nel nome

per comete di fasto; ad altre chiome

facciano Infule d’òr superbi inviti.

 

Vi scioglie in polve il Fato, Ostri Quiriti:

urtate pure, o Pontificie some,

a’ sassi d’un sepolcro: o Mondi, o Rome,

picciole orme vi stimo a piè romiti.

 

Se fui Pastor, viver tra selve io voglio:

se Pescator de l’alme, in su ’l Morrone

godrò calme di pace in ogni scoglio.

 

Senza le chiavi io regnerò prigione;

ché merti furo ad un Empireo soglio

le sue Catene a Pier, non le Corone.

 




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