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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • CXXIV
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CXXIV

IN MORTE DEL SIGNOR DON IPPOLITO DI COSTANZO

INGEGNOSISSIMO NELLA POESIA ITALIANA

CAVALIERE D’ALCANTARA

 

Ippolito è sotterra! Occhi struggete

ne le lagrime mie l’alma affannosa.

Ben dee formare il pianto, ove riposa,

a le allegre memorie urna di Lete.

 

Muse, e voi che già vedove spargete

balsami eterni a la grand’ombra ascosa,

perché sorga di duol Pira pietosa,

e Cetre, e Plettri, ed Archi e Trombe ardete.

 

Il verde di sua Croce onde raccolse

Febo più rami d’immortal speranza,

per man di Cloto in ceneri si sciolse.

 

Sola d’un tanto Eroe la Fama avanza:

ché sepolta con lui la Gloria vòlse

perder la Vita sì, non la Costanza.

 




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