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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • CXXXIII
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CXXXIII

PER LE COLONNE DAVANTI AL TEMPIO

DI SAN PAOLO DEDICATE DA’ GENTILI A

CASTORE E POLLUCE, FATTE IN PEZZI

 

Dirupate Colonne, in mesti sguardi

vi veggio a piè l’Antichità piangente.

Audacie già de l’Arte, ora a la gente

Scheltri d’Idolatria, marmi codardi.

 

Vendicativo il Caso o presto, o tardi

ogni altezza mortal conduce a niente:

e contro a falsi Numi il suol fremente

sbuffa nebbie di polve, avventa dardi.

 

Più non soffrì che i Càstori impetriti

Paolo del suo gran Tempio in su le porte

rapissero a la Fé plausi eruditi.

 

Se si finsero al Mar lucide scorte,

giaccian da stolta Fama astri mentiti

in naufragio terren Sirti di morte.

 




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