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| Giacomo Lubrano Sonetti IntraText CT - Lettura del testo |
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XIII CHI MORTIFICA LA SUA CARNE, GLORIFICA LO SPIRITO
Cifra animata di prodigii un Verme, a le viscere sue la guerra indice, rorario invitto, e venturiero inerme, per cangiarsi in trofeo l’urna felice.
Gli stami di sua età sudando elice, vivendo a l’ombra di funereo germe: poi risorge sepolto, e l’ali ferme addestra al vol domestica Fenice.
Quindi impara, mortal, or che ti affanni, come degenerar la tua fralezza può nobilmente, ed eternarsi gli anni.
Chi vincitor di sé la vita sprezza, s’impenna nel morir mistici vanni, da porsi in Cielo un Angiolo in bellezza.
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