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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • XIV
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XIV

IL BACO È UN ENIMMA DI NATURALI PRODIGII

 

Un esser di più specie in uno unite,

povero nasce, ed agoniza aurato.

Lascia estinto di rai più linee ordite,

da punti di putredine animato.

 

Giano di forme, Anfibio di due vite,

polveroso Embrion, postumo alato:

né Palingenesie tanto inudite

son di favola greca Estro sognato.

 

Ha per sua libertà, la sua prigione;

ha per Erario suo, il proprio avello;

ha le reliquie sue, per sue corone.

 

Dimmi, Edipo, chi sia? quello, e non quello:

naviga Mondi oltre l’Ausonie Zone,

Argo insieme, e Giasone, ed aureo Vello.

 




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