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Giacomo Lubrano
Sonetti

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  • XVII
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XVII

SI ARRICCHISCE DEL SUO PER INDUSTRIA,

NON PER RAPINA

 

Che bel genio d’un Verme! in grembo asconde

vivi i balen’ de le Peruvie vene;

e stampa brancolando a secche avene

di rettile Pattòl seriche l’onde.

 

Sveglia co’ labbri suoi sazio di fronde

l’Esperio giardin invidie amene.

Pònno emular su le stellate scene

di Berenice il crin l’ombre sue bionde.

 

Tutto è censo di lui l’oro che spande:

né con leggi tiranniche d’orgoglio

vòta Provincie a comparir da Grande.

 

Oggi il rapir par gloria a più d’un Soglio.

Son trionfi le prede: armi ammirande

chiamansi del valor l’unghie d’un ‘Voglio’.

 




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