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Giacomo Lubrano
Sonetti

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  • XXVIII
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XXVIII

LE VISCERE STRAPPATE DA VERMI VIVI

SI LAVORANO IN VARII VEZZI

 

Vermi svenati in glutini di gelo,

cui dotta man effigiando avviva,

ad adorar la Nazarena Diva

mostrano in globi d’òr Rose di Cielo.

 

Già tempro il pianto mio, né mi querelo

ch’ornino il volto a la beltà lasciva,

mentre in trofeo di Pietà festiva

intrecciano Corone in mano al zelo.

 

Ben si posson pregiar di eterni vanti,

vezzi a le preci, ed estasi a’ pensieri,

beate cifre di Virginei canti.

 

A me scuopron di Fé gli arcani veri:

che contra i vermi di coscienze erranti,

di Maria son antidoti i misteri.

 




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