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Giacomo Lubrano
Sonetti

IntraText CT - Lettura del testo

  • XXXV
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XXXV

FRUTTA LAVORATE DI CERA

 

Gentil vanto de l’Arte: a’ cenni suoi

il Verno sa ringiovenir fiorito;

e ben che piova il gel da’ freddi Artoi,

ravviva le verdure Orto mentito.

 

Al lavor d’una man, goder tu puoi

di Pomona e di Bacco il bello unito;

né si aspettan ruggiade o lampi Eoi,

ché ’l fecondar l’Autunno opra è d’un dito.

 

Dedalea cera in varie forme amene,

di ubertosi giardin’, vinta la fede,

per lautezza de gli occhi orna le cene.

 

Non si sdegni Natura, or ch’ella vede

maggior l’Emula sua, ché ben conviene

a’ sudori di Flora il frutto erede.

 




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