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2.
NECESSARIA COMUNIONE DI BENI NEL CAMPO
DELLA SPIRITUALITÀ
Principi
dottrinali
Oggi, più che mai, siamo sollecitati dalla Chiesa a vivere in
spirito di comunione non solo la stima reciproca dei nostri carismi di
spiritualità, ma anche una possibile e doverosa solidarietà nella comunione dei
beni spirituali.
Tutto parte da una rinnovata consapevolezza delle
radici comuni della spiritualità cristiana
e della vita consacrata. Siamo figli dello stesso Padre, uniti nell’unico
mistero di Cristo, animati dallo stesso Spirito, membra dello stesso Corpo,
inviati per la stessa missione. Ciò richiede da noi una consapevole reciprocità
trinitaria della comunione.
Occorre quindi ritrovarsi uniti non
solo nelle radici, ma anche nel vertice, nella comunione, nella dimensione
carismatica delle spiritualità: come frammenti dell’unico
tutto, parole dell’unico Verbo, tralci della stessa vite, carismi
ecclesiali dello stesso Spirito per la pienezza del Vangelo, fiori dell’unico
guardino che succhiano alla stessa linfa della carità ma appaiono nella varietà
dei colori e delle forme, per la grazia di Dio.
La comunione della spiritualità
carismatica appare come un arricchimento necessario, un equilibrio negli
aspetti del mistero cristiano, una attenzione a quello
che è di tutti, il mistero cristiano e la ricchezza del Vangelo, senza che vi
siano polarizzazioni o esclusivismi.
Nella Chiesa tutto è di tutti. Possiamo
essere specialisti (di diritto), per dono ed impegno carismatico di un aspetto
evangelico del mistero di Cristo e di Maria ma per il
bene di tutti nella Chiesa. Come altri possono essere (di fatto) più autentici
in un valore carismatico proprio di un Istituto, anche come stimolo per gli
“specialisti” (di diritto) nel carisma.
Tutto ciò richiede lo stimolo della responsabilità carismatica per essere testimoni dei
valori evangelici del carisma per tutti, ma anche della generosa comunione.
Dobbiamo essere uniti nell’impegno
di percorrere insieme i cammini della spiritualità nell’oggi della Chiesa. Un
“oggi” che chiama all’aggiornamento tutti e ci aiuta a
rendere attuali i carismi oggi, sulla base del reciproco arricchimento e
promozione.
Con la gioia di essere
testimoni della Chiesa carismatica di tutti i tempi e di tutti i luoghi,
custodi ed interpreti dell’eredità dei Santi nella storia.
Difatti una spiritualità carismatica
sempre aperta al dinamismo vitale dello
Spirito che fa nuove tutte le cose e rinnova i carismi e i valori spirituali
nel suo portare a compimento il Vangelo di Cristo,
predicato e vissuto, incarnato nel tempo e nello spazio.
“Aemulamini
charismata meliora!” ( cf. 1 Cor 12, 31). Una emulazione
nel vivere, comunicare e testimoniare i valori spirituali del carisma. Non l’emulazione del campanilismo e tanto meno della
contrapposizione dei carismi o della superiorità degli uni sugli altri, o
dell’illusione dell’esclusivismo del nostro carisma, ma della reciproca
unità e comunione.
Solo, infatti, nell’essenzialità del
Vangelo e nella comunione con tutti i suoi valori, un carisma e una conseguente
spiritualità supera il rischio della “deformazione”
spirituale e si apre alla totalità ed essenzialità del mistero di Cristo.
Stando gli uni di fronte agli altri
nella comunione, ammirando i punti della spiritualità di ciascuno,come in una danza greca di “pericoresi”,
dove a turno i danzanti occupano il posto centrale per essere da tutti ammirati
e ritornano al cerchio per ammirare gli altri. Tutti sono protagonisti in un
rapporto di comunione e di solidarietà. Lasciamoci evangelizzare gli uni dagli
altri in ciò che lo Spirito ha donato a ciascuno, nel proprio carisma o
patrimonio, ci evangelizzeremo reciprocamente per
crescere insieme in Cristo.
Non si corre il rischio di fare di
tutti i carismi una specie di succo misto di frutta in
un frullatore, dove spariscono i sapori, ma piuttosto in una bella macedonia di
diversi frutti dove si conservano i colori e i sapori dei carismi diversi.
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