Principi
dottrinali
Una visione nuova della missione
nell’epoca della globalizzazione, con una forte
chiamata alla collaborazione apostolica fra le diverse famiglie religiose.
A livello antropologico: dobbiamo favorire, in forza del Vangelo vissuto dai
nostri Fondatori e Fondatrici, una globalizzazione
della considerazione della persona umana e della sua dignità, in forza della
comune natura e della uguaglianza fondamentale fra
tutti gli esseri umani.
A livello teologico: occorre aprirsi ad una visione unitaria del
disegno salvifico: creazione (Dio Padre e Creatore di tutti), incarnazione,
redenzione in Cristo, effusione e presenza dello Spirito Santo su ogni carne. Si tratta di scoprire l’impronta trinitaria di
comunione, la chiamata alla reciprocità in ogni persona ed in ogni cultura. E
per questo occorre educarsi ad una valutazione positiva
dei valori umano-evangelici dovunque si trovino come presenza attiva di Cristo
e del suo Spirito in tutte le persone e le culture. Ciò comporta una
particolare attenzione alla presenza dei germi del Verbo e del soffio dello
Spirito, pur nei loro limiti, che non mancano perfino nella Chiesa.
Raduni come quelli di Assisi,
con tutti i rappresentanti delle Chiese e delle religioni, per pregare ed
impegnarsi in favore della pace, non si capiscono senza una teologia alta che
giustifica lo stare insieme senza contaminarsi ma piuttosto fecondandosi
reciprocamente, sia pure sulla base di valori come giustizia e pace, tolleranza
e perdono, amore e preghiera che non possono non venire dall’azione dello
Spirito Santo.
A livello
sociologico: ormai viviamo
in un mondo non più diviso e separato, ma mescolato, grazie al flusso delle
migrazioni che manifestano anche un bisogno reciproco degli uni in favore degli
altri. Non possiamo ignorarci. Ormai parole come missione ed ecumenismo, carità
e dialogo non si riferiscono a terre lontane dalle nostre ma nelle nostre città
dove ormai conviviamo con persone di altre nazioni, di
altre culture, di altre Chiese e religioni…
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