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Federico Della Valle
La Reina di Scozia

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abban-elegg | eless-onora | onore-sospi | soste-zelo

                                                   grassetto = Testo principale
     Atto, Scena                                   grigio = Testo di commento
1 1, 1| imprime~chi legitimo prencipe abbandona,~cui fedeltade e servitù 2 5, 1| ferma. E poi, se stessa abbandonando,~caduta ginocchion, con 3 5, 4| cui più toccava~il non abbandonarle.~Ella sia lor consiglio,~ 4 5, 2| già vostra reina,~che v’abbandono e lascio.~Ricordevoli siate~ 5 4, 3| a forza~dal corpo, ch’or abbracci e ’n vano stringi,~caggia 6 5, 4| felice, e per me prega.~T’abbraccia questo core~con questo poco 7 5, 4| grato in infelice donna,~abbracciami, ti prego: ecco t’abbraccio~ 8 5, 4| bramosa di vederle,~bramosa d’abbracciarle;~e a la cameriera~che per 9 5, 4| alquanto, e umilmente poscia~abbracciata la croce, il collo ha steso~ 10 4, 1| donne in varia mostra,~per abito ricchissime e per forma;~ 11 4, 3| Accettivi quel Dio che tutti accetta:~Ei vi sia guida e schermo:~ 12 4, 3| poi che v’avrò lasciate.~Accettivi quel Dio che tutti accetta:~ 13 4, 2| cosa~farsi conformi agli accidenti e ai tempi.~Con vela or 14 4, 1| anzi ch’ombra mortal li acciechi o copra,~giungon mai a veder 15 3, 1| pugnar per lui l’anima è accinta,~benché debil la mano.~ ~ 16 5, 4| s’a te mai torna, tu l’accogli e sia~loro albergo il tuo 17 5, 4| chi tante sventure insieme accoglie~sovra debili spalle.~Piango 18 5, 2| de la vita o buona o ria;~accompagnami or anco~nel passo de la 19 5, 2| questo ch’or fai.~Sempre m’accompagnasti~nel corso de la vita o buona 20 1, 2| lodando Dio e pregando, e accompagni~la lingua il vostro affetto: 21 1, 1| dolermi tocca~col tuo dolor e accordar al suono~dei tuoi sospiri 22 1, 1| Scoti~libera e sciolta per accordo o pace;~la qual forse or 23 3, 3| sarò condennata, i’ me n’accorgo.~Ma sia che può. Tu ch’a 24 3, 1| l’alma attrista;~ad altri accorti meno~con felici successi~ 25 5, 4| Indi con sol duo passi s’è accostata~a la terribil falce, che ’ 26 5, 4| male;~ma caro è ’l mal, s’accresce il mal ch’io sento,~sino 27 1, 1| vento,~alcun non sia ch’accusi,~donna e reina mia, le tue 28 4, 3| tale anch’io~ne la notte acerbissima e indegna~de le sventure 29 1, 1| aura, né sol risplenda~ned acqua sorga mai, se non amara,~ 30 4, 3| veggio~pender sul capo mio l’acuta punta~di così ingiusto ferro.~ 31 3, 3| CONSIGLIERO~ Già quattro lune da l’acute corna~per l’intorto sentier 32 4, 3| monile~passerà il ferro acuto.~Tale strada s’insegna~a 33 4, 3| fra le tenebre ancor s’adatta e veste~il duro piede e 34 3, 2| cor troppo si scuote,~s’addolora, s’adira.~ ~ 35 3, 3| de le miserie tue, dove t’addusse~colpa di voler troppo ed 36 1, 1| Sòllo, e ho anco cura~d’adempier quel che vuoi, come conviensi~ 37 3, 2| si scuote,~s’addolora, s’adira.~ ~ 38 1, 1| acerbo fu veramente;~e m’adiro, e mi doglio, e temo, e 39 4, 1| innammorata,~che cantando m’adombri i suoi desiri,~e a me fien 40 4, 3| consiglio~d’uomini giusti adopra, anzi che scioglia~al giudizio 41 3, 1| rischio in util vostro~potrò adoprar, tutto farò. Ma ecco~che 42 pro | chi scerner può ’l fine?~Adorate e tremate, o d’Eva errante~ 43 1, 1| anco~di quel che natura aere sereno~a nodrir quanto ha 44 4, 2| negar questo~e quell’altro affermar, come si scorge~dai cenni 45 3, 3| le nebbie comuni e dagli affetti,~che soglion oscurar la 46 1, 1| antica~dir quel che sente affezionata voglia,~per scemar in te ’ 47 5, 1| croce ha sovra ’l petto affissa!~Vedi or come la bacia:~ 48 2, 1| lusinghiera,~o miel soave de l’afflitta mente,~e ’l piacer desta, 49 2, 1| Io da buon zelo spinto~ho affrettato a mio poter il passo,~né 50 5, 4| indietro.~Né potendolo far agevolmente~da se medesma, il manigoldo 51 5, 3| tramortita:~danno a danno s’aggiunge~e dolore a dolore;~s’altro 52 3, 3| riso era l’umiltade e s’aggiungeva~a la pena lo scherno.~ ~ 53 4, 3| mio Dio commanda,~e solo aggiungi a questa guancia mia~la 54 1, 2| spira:~ma se prega e sospira~aggiunta a pura voglia anima umìle,~ 55 1, 1| guerra al regno inglese, aggiunte insieme~l’armi scote a l’ 56 4, 3| ostinato è doppio, e doppio aggrava.~ ~REINA~E cresce quanto 57 4, 3| confesso, e mille colpe e mille~aggravan l’alma, ma chi me condanna,~ 58 4, 1| quai cose ti fingi, e quali agogni!~Tal nel sonno vaneggia~ 59 5, 4| trovo in Inghilterra chi m’aiti~e chi m’abbia pietà! Ma 60 5, 2| PEMBROCIA~ Porgile il braccio, aiuta~la debil tua padrona.~ ~ 61 5, 3| sentire~può ’l disperato core.~Aiutala, soccorri,~o portiamla 62 5, 2| Lascia ch’io m’avvicini~ad aiutar la mia reina, o almeno~a 63 5, 4| condotta,~lascia i ministri aiutatori e volge~in dolce e maestevole 64 1, 1| avenir chiuder la via~a mille aiuti e mille.~ ~REINAragion 65 4, 2| io d’udir, a la risposta~aiutimi il mio Dio.~ ~CORO~Il liberarti~ 66 2, 1| da l’auree stelle~chiara, alata, ridente,~o cara lusinghiera,~ 67 | alcuno 68 4, 1| danno mio fie celebrata alfine~con orror e pietade.~ ~CAMERIERA~ 69 2, 1| doglia,~scendi con rapide ali,~e ’l cor regio conforta,~ 70 4, 3| impallidisce...~ ~REINA~Disusata allegrezza~turba come dolore. Ma tacete,~ 71 5, 5| Dove vai?~Ferma; non ci allungar la fiera vista~de l’altrui 72 4, 1| sacri tempi, ai vaporanti altari~di caro arabo odore.~E vedrò 73 3, 2| conviene a l’infelice, quanto,~alternandosi il giro~ne lo stato mortale,~ 74 3, 2| misero o felice, o vile o altero,~a cui ella si tolga.~Anzi 75 5, 3| CARNEFICE~ Viva Isabella, altissima reina,~e lungo corso regni! 76 5, 1| cui l’opre governi,~sono altissimi abissi,~al cui sacro profondo~ 77 5, 2| la speranza:~a Dio piace altrimente.~ ~CORO~O Dio, pietoso Dio,~ 78 3, 3| consenta ch’egli prenda altronde,~fuor che del roman seggio, 79 | altrove 80 5, 4| Rivolta e ferma alquanto, alza la destra:~di voler dir 81 5, 4| e l’ha baciata.~Quinci, alzata la fronte inverso il cielo,~ 82 1, 1| vittoria sarà la sepoltura!~Ivi alzerò il trofeo~de l’altrui crudeltade 83 1, 1| in tenebroso affanno,~s’alzi per tua pietà l’anima almeno~ 84 5, 2| è benigna e saggia,~e v’ama quasi madre:~amatela anco 85 pro | dee strano~che voce di pio amante~si faccia udir a lamentarne 86 pro | Amai donna reina, e fu l’amarla~giusto, perché fu moglie 87 5, 2| saggia,~e v’ama quasi madre:~amatela anco voi~e rimirate in lei 88 2, 1| amato apportatore~di novelle amatissime e soavi:~il titolo di servo,~ 89 5, 4| quella fronte cara~ov’io amava me stessa. —~ ~CAMERIERA~ 90 5, 1| caduta è di dolore in grave ambascia.~Or riman sovra un letto 91 2, 1| ella se n’entra.~Entri con ambi voi~ne l’infelice albergo,~ 92 4, 2| forse~al consiglio di donna ambiziosa,~avida del tuo regno.~ ~ 93 4, 3| m’hai mostrato~che tu m’ami, e tal fede io n’ebbi sempre;~ 94 3, 1| periglio arriva.~ ~CORO~Ma l’amistà non parta,~se ben si parte 95 5, 4| sottil corda, infra due legni~ampio ferro lucente. Èssi fermata~ 96 | ancorché 97 5, 4| prigioniere;~e sia lor guida, andando:~di ciò la prego con gli 98 5, 4| pregatrice,~dove sei, dove andasti?~Ma che, lassa, che preghi?~ 99 5, 4| cadenti. —~Così dicendo, andava, e giunta al piede~del crudo 100 4, 3| core,~se muor la mia reina?~Andiam, moriam con lei!~ ~C. di 101 5, 4| Chi creommi, e così sia.~Andiamcene a sedervi. Tu rinforza~nel 102 5, 1| strettalasi al petto:~— Amici, andiamo: — dice — ecco la guida,~ 103 5, 4| padrona!~Noi che farem? Dove n’andrem? Che fie~di questa amara 104 2, 1| lei, e io ben tosto~glielandrò a riferir.~ ~SERVO~Nulla 105 3, 1| sperar non puoi ne la fortuna~angusta, ove ti trovi: alto palagio~ 106 1, 1| ancora,~or chiusa in mura anguste, or prigioniera,~legata 107 5, 4| mercede o segno almeno~d’animo grato in infelice donna,~ 108 5, 4| sopra gli occhi~gliel’ha annodato. E mentre il nodo stringe,~ 109 1, 2| Odi, o Pietade immensa,~antiche prigioniere,~a cui Tu sola 110 1, 1| di re, fui poscia erede~d’antichissimo regno,~d’eccelso re fui 111 4, 1| accorta,~cui raro falle antivedenza vera,~anch’io vedervi spero!~ 112 5, 1| s’è mossa con le braccia aperte~e al giunger le ha dato 113 pro | vendicarne il torto!~Ma di appar la sventurata donna,~ahi, 114 1, 1| promise ei di venir, né pur appare.~Deh, che qualche accidente 115 4, 3| Il ferro, che crudele~s’apparecchia al tuo danno, ohimé, ohimé,~ 116 5, 4| doglie e danni,~ch’io veggio apparecchiarsi. Quelle figlie,~la cameriera 117 5, 1| poco di vita che m’è data.~Apparecchiate voi~quel che conviensi per 118 4, 3| mare~d’infinita pietade, apparecchiato~ho ’l piede al duro passo 119 3, 2| Così, spesso anco suole~apparirci l’aurora,~e poi non segue 120 2, 1| senza mercé devuta,~amato apportatore~di novelle amatissime e 121 4, 1| vaneggia~mendico, a cui colma appresenti il sogno~mensa di gemme 122 2, 1| quanto in se stessa ha appreso~come sia grave il peso~di 123 3, 2| gentile.~Tacciam, ch’egli s’appressa. O pur è meglio~ch’io men 124 5, 4| Pastore~e scioglie e lega e apre e chiude il Cielo.~In questa 125 1, 1| fortuna da quel tempo,~con aprirci alcun calle onde possiamo~ 126 4, 3| io, che diss’io,~perché s’aprisse il varco~a tanta crudeltade?~ ~ 127 4, 1| vaporanti altari~di caro arabo odore.~E vedrò in ampia 128 4, 2| e la tua lingua,~quasi arco teso, scocchi le saette~ 129 5, 1| giunger le ha dato un bacio ardente,~figgendo al piè la bocca, 130 3, 1| ciel sereno.~Ad un manca l’ardire~e soprabonda l’arte;~altri 131 4, 3| prigioniera~e misera e mendica~ardisca contra lei di tesser frodi~ 132 1, 1| tua tanto presume~o tanto ardisce. A me dolermi tocca~col 133 4, 3| C. di COMBERLANDA~Ancor ardisci~di gettar biasmi, ove tu 134 2, 1| curiosa voglia~di donna troppo ardita!~Ma tu, dolce, gradita,~ 135 1, 1| lido e spergiura infame arena~d’Inghilterra, toccò l’infausto 136 4, 1| e mescer d’oro le minute arene.~Vedrò il sassoso e duro 137 5, 1| lor mira i ministri~con l’argentate mazze.~ ~CORO~Ahi vista 138 4, 2| quei che vengon davanti e argenteo scettro~han su le spalle 139 4, 1| reina mia~chiuso in lucido argento,~e di varia vivanda~secar 140 1, 1| tanti e tanti~che fanno argine e muro a questa inferma~ 141 4, 1| incostanza del tuo vario stato~argomentar si deve in chi t’aggira~ 142 1, 1| inver, ma inutil forse,~argomenti e discorri e ragion cerchi~ 143 1, 1| cresce e pasce.~ ~REINA~Arida vien virtù, se non ha umore~ 144 4, 1| e oro,~cui faccian genti armate ampia corona,~e da un lato, 145 1, 1| parole a tôrmi i segni~e gli arredi reali,~e, s’esser puote, 146 1, 2| prigioniero piè scorra ed arrivi:~fra poco qui ritorno. Voi 147 1, 1| le parole e quali i modi,~arroganti, Dio buono, aspri e villani!~ 148 4, 1| crudel, talvolta scorre~l’arroganza servile ove non giunge~il 149 5, 4| perch’io, dice, ho tentato e arti e modi~di privarla di vita 150 4, 1| leon, che tiene~fra gli artigli cervietta;~ch’or la costringe 151 4, 1| lunghissime vie da varii lidi,~or ascoltar del popol tuo fedele,~di 152 3, 2| molti~de la prima fortuna;~ascolterò, risponderò, donando~or 153 3, 3| manda e chi parla, io che l’ascolto~misera son, e misera altrettanto,~ 154 1, 1| cagioni a nuovi lai,~e tu le ascondi e taci? O pur ti duoli~di 155 2, 1| fortuna~picciol cerchio le ascrive. Tu che chiedi?~Che porti 156 4, 3| piede al duro passo che m’ascrivi.~Ma perché orrido è troppo 157 2, 1| debbo~invidiar il ben ch’aspettar puoi~del caro ufficio tuo, 158 1, 1| non si tolga~a l’alma l’aspettarla. Il dritto e ’l vero~mai 159 4, 3| Da tal mano~tal colpo s’aspettava.~Togli le carte tue: mente 160 3, 2| A me par, se la spemeaspettazion di bene,~più si conviene 161 1, 1| passerò io più oltre o aspetterollo.~Ma star qui tu sì lungamente, 162 4, 1| il corso e ’n furor vario assale,~rare volte è mortale,~così 163 1, 1| virtute, e dar l’estremo assalto~de la sua crudeltà: così 164 1, 1| dubbio,~com’è possibil forse,~assicuriamo l’opra, e io men vado.~Tu 165 5, 3| entro.~È meglio ch’io m’assida~e ’l capo prenda in grembo.~ ~ 166 1, 2| velo~di candida caligine s’asside~l’alta Mente, onde pende~ 167 4, 3| PEMBROCIA~E pur ha forza~d’assolvere e punir com’a lui pare.~ ~ 168 4, 3| sua compagna verga, solo attende~che s’apra l’oriente; tale 169 2, 1| acerbe o ne la voce,~o negli atti e nei modi; e il costume~ 170 3, 1| è mista~sorte che l’alma attrista;~ad altri accorti meno~con 171 2, 1| seggio e colonna.~Movi da l’auree stelle~chiara, alata, ridente,~ 172 4, 1| versar acque odorate~da vasi aurei gemmati~a le mani reali,~ 173 4, 1| ad aura estiva~di tepid’Austro o Noto,~ornar l’orrida chioma~ 174 1, 2| nemici:~misera me, non venga~autor di nuove cure~a le nostre 175 3, 2| straniero in vista~e ’n autorevol passo.~Forse altre volte 176 3, 3| già qui condotti~con regia autoritade e regio scettro~ad essequir 177 5, 5| miserabil tronco,~miserabil avanzo~di misera padrona,~come, 178 | avea 179 | avemmo 180 3, 2| nubilosa o ver serena~dei vari avenimenti~volando, a l’alme s’offerisce 181 4, 1| quel che credi;~ma nel vero avenire~solo la gloria sia~del mio 182 4, 1| lascia e quinci a lei s’aventa~e ratto la ghermisce: alfin 183 5, 2| i padri~avran di voi più aventurosa cura,~ch’aver non ha potuto~ 184 | averne 185 | avessi 186 5, 1| era vicino, ha rimirato.~Avev’io gli occhi pregni~de le 187 1, 1| imbelle,~sol fra la pace avezza a tesser frodi,~volontaria 188 1, 1| sciagure e i mali,~a tormentar avezzi~miseri mortali,~non posso 189 pro | di ferro feritor infame, avezzo~al sangue solo di malnati 190 3, 3| saggio~e forte eguale agli avi, assai gran cura~avrà la 191 2, 1| sappia solo~che ’l capitan l’avisa che venuti~son ministri 192 1, 1| alcun calle onde possiamo~avisar e spiar qualche ombra almeno~ 193 5, 1| estreme parole,~almen gli avisi del camin estremo.~Spazio 194 | Avrai 195 | avran 196 | avrete 197 | avrò 198 | avuti 199 1, 1| toglie i sensi~di senno e avvedimento, ond’ostinata~la guerra 200 5, 2| segue.~ ~CORO~Lascia ch’io m’avvicini~ad aiutar la mia reina, 201 5, 1| mora,~se non gli estremi baci~e l’estreme parole,~almen 202 5, 4| il collo caramente e l’ha baciata.~Quinci, alzata la fronte 203 3, 2| matutina,~ch’invisibil ci bagna,~vien quel ch’il Ciel destina,~ 204 3, 2| lampo.~ ~REINA~Ma sovente balena,~e taciturno poi~il ciel 205 1, 1| , contra ogni legge~o barbara o gentil. O, se pur chiude~ 206 3, 3| domi e ’l regio fasto~di bassissima donna!~ ~CAMERIERA~ A dimanda 207 2, 1| caro ufficio tuo, benché bastante~fôra il mio riferir, per 208 5, 4| pensar ch’ella siede ora beata~fra le genti beate.~Giunta 209 5, 4| siede ora beata~fra le genti beate.~Giunta al fine di queste 210 3, 2| rivederlo!~ ~CORO~Egli è Beel, il consigliero, amico~de 211 1, 1| quattro mesi son, Lord e Beelle,~empi ministri di donna 212 5, 4| gli resta;~e questa man ti benedice e chiede~che non lasci insepolte,~ 213 3, 2| somma dei mali~l’imagine dei beni anco confonde~e ’nvolve 214 3, 1| real, che per se stesso~benignamente è liberale e dona.~A te, 215 3, 1| Con sì soave voce e sì benigne~maniere espresse ha queste 216 4, 1| a sì dolci opre,~a veder benignissima reina,~reina da me amata 217 5, 4| ornâr queste mie mani~di bianchissime perle, e quante vidi~il 218 5, 4| traendo da la vesta un panno~bianco, sottil, l’ha ripiegato 219 4, 3| Ancor ardisci~di gettar biasmi, ove tu devi onori?~Vanne 220 5, 4| la scelerata stanza; e di bisbiglio~l’empiean, qual di sospiri 221 1, 1| impetri~grazia e mercé la sua bontade immensa;~né spiri sol di 222 4, 1| e duro Cheviota~a freddo Borea, quasi ad aura estiva~di 223 3, 3| sian invece di quel ch’ella brama~di reina di Scozia! Or io 224 3, 1| promesse,~che nulla ho da bramar, se non l’effetto~a quanto 225 5, 4| e per molti altri, a cui~bramava altra mercé che doglie e 226 3, 3| vita~o del regno, ch’io brami o l’una o l’altro~con l’ 227 4, 3| puoi, senti e ascolta~in brevissime note~la via di liberarti: 228 | buon 229 2, 1| la madre,~forse ’l farà cacciata da la forza.~Questo fra 230 5, 1| forza; poich’a forza m’hanno~cacciato di entro.~ ~CORO~E dove 231 5, 4| la testa, ella è rimasa~cadavero tremante, onde si sgorga~ 232 1, 1| vita!~E se per colpa mia cadder le membra~in tenebroso affanno,~ 233 5, 3| Ahi, vista tenebrosa!~I caggio, io più non posso~sostener 234 1, 1| amata e cara?~Sorgon nuove cagioni a nuovi lai,~e tu le ascondi 235 4, 3| schermo:~di ciò umilmente e caldamente il prego,~fra le preghiere 236 1, 2| luminoso velo~di candida caligine s’asside~l’alta Mente, onde 237 1, 1| tempo,~con aprirci alcun calle onde possiamo~avisar e spiar 238 5, 1| congiunta,~pur quasi fango si calpesta e preme.~E d’altra parte 239 4, 1| tempi; e già mi fingo~ne la camera tua, reina mia,~chiamar 240 4, 1| di questa ruota~sul duro campo, ove la mia nemica~mi fa 241 1, 2| immota,~in luminoso velo~di candida caligine s’asside~l’alta 242 5, 4| precipitando s’è sommerso~ne le candide carni, in quel bel collo.~ 243 4, 1| chiome,~e variando vesta,~or candido ornerammi,~or verde, or 244 5, 4| perle, e quante vidi~il lor candor vinto dal tuo candore!~Or 245 5, 4| lor candor vinto dal tuo candore!~Or t’ha tronco aspro ferro 246 3, 3| ordin nuovo si fesse,~o si cangiasse il fatto.~Già è fisso il 247 4, 1| di voce innammorata,~che cantando m’adombri i suoi desiri,~ 248 4, 1| dolce riso~misti fra ’l canto i languidi sospiri.~Ma ciò 249 4, 3| caggia a terra, e la chioma~canuta e riverenda si disperga~ 250 4, 3| ai piedi~ha catena, ha capestro.~ ~C. di PEMBROCIA~E pur 251 5, 4| l sangue mio~bramo e m’è car che testimon ne sia.~Così 252 5, 4| Così le ha cinto~il collo caramente e l’ha baciata.~Quinci, 253 5, 4| ha potuto~in così acerbo caso~spezzar, romper il core;~ 254 5, 4| panni oscuri e neri,~un catafalco, e ’n mezzo a duo gran faci~ 255 4, 3| capo; al collo, ai piedi~ha catena, ha capestro.~ ~C. di PEMBROCIA~ 256 3, 3| la priva,~chi la ritien cattiva.~E taci, o riferisci le 257 4, 1| crudeltade~nel danno mio fie celebrata alfine~con orror e pietade.~ ~ 258 1, 1| umane:~mancherà forse a le celesti menti~la fede a le promesse?~ 259 3, 2| scettri e fra corone;~ove ’l cenere giace~di tant’ossa onorate,~ 260 3, 3| che chi ricerca~quel che cercar non dee,~trovi quel che 261 1, 1| tu l’aita,~o Re, che la cercasti,~o Re de la mia vita!~E 262 4, 1| che tiene~fra gli artigli cervietta;~ch’or la costringe al fianco, 263 1, 1| rugiada, e per me il Cielo~cessa or, credo, da l’opre e fermo 264 pro | fan mare.~Ma che giovò? Cesser tributi e scettri~a poca 265 pro | degno,~che ’n lei riposan cheti~mendicitate e regno, aspri 266 4, 1| Vedrò il sassoso e duro Cheviota~a freddo Borea, quasi ad 267 pro | scettri~a poca terra oscura,~chiamata sepoltura:~orrida stanza, 268 4, 3| C. di PEMBROCIA~ Non chiamerai dunque la mia reina~ingiusta.~ ~ 269 3, 1| ritorno. —~Indi con una chiave,~ch’al lato le pendeva, 270 5, 2| Volgete pure i preghi~a chiedermi la pace,~sì poco avuta in 271 5, 4| a chi m’offende: ciò ti chieggio~per le viscere mie, per 272 4, 1| le neglette mie squallide chiome,~e variando vesta,~or candido 273 4, 1| ch’or fingo e formo,~e chiuda morte poi rapida o lenta~ 274 1, 1| ria~può poi ne l’avenir chiuder la via~a mille aiuti e mille.~ ~ 275 4, 1| cibo trarre a la reina mia~chiuso in lucido argento,~e di 276 3, 3| teco mill’alme e mille ai ciechi abissi~de le tenebre eterne, 277 3, 2| anco confonde~e ’nvolve in cieco velo~a l’infelice il cielo.~ ~ 278 3, 2| fondo si mova in vêr la cima,~se non per trarmi al seggio~ 279 4, 3| si chiede,~e dove già mi cinse aureo monile~passerà il 280 3, 1| occhi tranquilli, ancorché cinti~di purpureo color e molli 281 4, 1| spero!~Spero veder ancor Cluda e Fortea~trar l’acque a 282 | colei 283 3, 3| e ’n varii volti si son colme e sceme,~dal tempo ch’io 284 2, 1| ogni nostro ben seggio e colonna.~Movi da l’auree stelle~ 285 3, 1| ancorché cinti~di purpureo color e molli ancora~de le lagrime 286 | coloro 287 per | CONTE di PEMBROCIA~CONTE di COMBERLANDIA~MAGGIORDUOMO della Reina 288 5, 4| destra, con la manca mano~ha cominciato a sciôrsi intorno al collo~ 289 4, 3| men vada~ove ’l mio Dio commanda,~e solo aggiungi a questa 290 2, 1| acerbo!~ ~SERVO~Ma dolce è ’l commandar. Su tosto, i’ debbo~parlar 291 5, 4| apporto~da chi solea già commandarti viva:~or morendo ha pregato.~ ~ 292 3, 3| alma~il gravissimo error, commesso allora~ch’io diedi fede 293 5, 4| meco~nobili damigelle, a te commetto,~come mie carni e sangue. 294 1, 2| sospir di sé vittoria~si compiace e si gloria.~Odi, o Pietade 295 5, 4| Dirò quanto potrò, per compiacerti~in voglia così amara.~Ma 296 2, 1| tacer non l’ho voluto: il compiacervi~so ch’utile mi fie.~ ~CORO~ 297 5, 5| lagrime vostre~le date, e componete il corpo esangue,~perch’ 298 3, 3| chiama. Pur, se fie~voler comun del popolo ch’io lasci~il 299 3, 2| il sole.~ ~CORO~È cosa sì comune la speranza,~che non v’è 300 3, 3| luminosa e sgombra~da le nebbie comuni e dagli affetti,~che soglion 301 4, 1| mensa di gemme e d’oro.~Ma concedasi ad alma travagliata~da verissimi 302 4, 1| dimande lor; ma dolce sempre~concedendo e negando. Oh, se questi 303 1, 1| umane~l’anima sconsolata,~concedi, o mia reina, ch’io ti torni~ 304 1, 1| qual forse or si tratta o è conchiusa.~Così sperar debbiam! Né 305 4, 3| aggravan l’alma, ma chi me condanna,~non è innocente forse.~ ~ 306 1, 1| l’aspra tua nemica~offre condizioni, onde tu possa~liberarti, 307 2, 1| CORO.~ ~SERVO~Donne chi mi conduce ov’io ragioni~a la vostra 308 pro | sommo~di lagrime e sventura,~condursi al colpo estremo~di ferro 309 1, 1| lamentarsi,~quel che qui ti condusse~da le stanze riposte.~ ~ 310 3, 3| quel che s’è udito e quinci~confermar il giudicio e la sentenza~ 311 1, 1| quei secreti,~ch’a me sola confidi e ch’io nascondo,~se far 312 4, 2| Sento ch’è saggia cosa~farsi conformi agli accidenti e ai tempi.~ 313 2, 1| rapide ali,~e ’l cor regio conforta,~ove letizia è morta.~ ~~ 314 1, 1| pervengon talor, onde consigli~e conforti ricevi e lume ancora~al 315 3, 1| queste sue parole,~ch’io, confuso dal suono e da la vista,~ 316 2, 1| sentito cose, onde si puote~congetturar che rechin ordin seco~di 317 3, 3| giusto~di rege d’Inghilterra, conoscendo~solo il seggio real dei 318 3, 2| riconosco,~e fu già un tempo conoscenza acerba;~non so quel ch’or 319 1, 1| e villani!~Rispos’io sì, conoscer fei l’offesa~e l’ingiustizia 320 5, 4| forme di cara mano,~come vi conosch’io, come vi veggio,~lacrimosa 321 4, 1| il signoril impero; e già conosci~chi venne, chi parlò: fortuna 322 3, 2| ti conceda il Cielo;~ch’a conseguir il resto~fia duce ed arme 323 2, 1| fôra il mio riferir, per conseguirti~la mercé, che n’aspetti.~ ~ 324 3, 3| religion del regno mio,~o ch’io consenta ch’egli prenda altronde,~ 325 3, 3| col dimostrarsi offesa.~Consentasi a reina prigioniera~misera 326 5, 1| occhi~gravi e tranquilli ha consentito e, dentro~entrata, spinto 327 3, 3| diede,~né ’l debbo, né ’l consento. Ei, sua mercede,~nascer 328 5, 4| tu muori, non viva~questa conserva tua, questa compagna~di 329 pro | alfin con un sospiro~di consigliato senno~falli e vita finiro:~ 330 4, 3| REINA~O consiglio pietoso~di consiglier crudele!~Ma sì poc’ora resta~ 331 5, 1| la bacia:~ohimé, chi la consola~ne l’orribil sciagura?~Mira, 332 3, 2| prieghi~di queste serve tue:~consolaci, ti prego,~con la vista 333 5, 5| dov’è la voce~che solea consolarmi?~Ov’è l’occhio, ov’è il 334 1, 1| dolce reina,~ad esserti consorte~ne la tua acerba sorte,~ 335 4, 3| altrui,~in ufficio più utile consuma.~Pensa a quel che conviene~ 336 4, 1| ove la mia nemica~mi fa continua guerra,~che ’l mio sangue 337 1, 1| un , ne l’altro fassi.~Continui preghi e umil sofferenza~ 338 4, 3| pia.~ ~C. di PEMBROCIA~Ma contradici~a dimanda real d’alta reina,~ 339 3, 3| d’impetrarla.~E se ’l mio contradir ha da pagarsi~col sangue, 340 pro | mendicitate e regno, aspri contrari~ai riposi mortali.~In lei 341 5, 1| quella debiltà, che già contratta~ha lungamente, è ricaduta 342 | contro 343 5, 4| punto ov’io mi trovo,~in cui convien morir? Iddio pietoso~a chi 344 5, 4| portata~lunga tavola oscura,~coperta a panni oscuri. Ohimé, che 345 5, 4| quanti gradi, intorno cinto~e coperto di panni oscuri e neri,~ 346 4, 1| ombra mortal li acciechi o copra,~giungon mai a veder quel 347 3, 2| in mille fronti, in mille cori.~Onorerò onorata,~più gradirò 348 3, 3| quattro lune da l’acute corna~per l’intorto sentier son 349 5, 1| vita.~ ~CORO~Già moltanni corr’ella~in sì duro viaggio,~ 350 4, 3| mobil cerchio~la vita che corriamo, ove ci aggira~mano or placida 351 3, 2| sangue mio ben glorioso corse~fra scettri e fra corone;~ 352 5, 2| tanti mali~meco passati e corsi.~I fratei vostri, i padri~ 353 3, 1| premea lastrico nudo~senza coscin, senza tapeto, e gli occhi~ 354 5, 1| CORO~Ohimé, ché vita tale~e cotal libertade~è mia prigione 355 4, 3| di PEMBROCIA~ Così in te crebbe, o donna, a cui moltanni~ 356 5, 4| disparte, una donna,~moglie, cred’io, d’alcun dei guardiani;~ 357 2, 1| come sarebbe~certa la tua credenza!...~ ~CAMERIERA~Or io me 358 4, 1| fingerò quel che fingi,~crederò quel che credi;~ma nel vero 359 3, 3| me stimi~sciocca, se la credetti,~ché con ragion lei stimar 360 4, 1| fingi,~crederò quel che credi;~ma nel vero avenire~solo 361 4, 3| toglie! Il proprio fallo,~credimi, fa temer la tua reina,~ 362 5, 4| mia molta~credulità; se credula può dirsi~donna che crede 363 5, 4| fede altrui e la mia molta~credulità; se credula può dirsi~donna 364 3, 3| fede nega~anco a Chi la creò: fui sciocca allora;~or 365 5, 4| Così piace,~amico, a Chi creommi, e così sia.~Andiamcene 366 1, 1| de la sua crudeltà: così crescendo~poggia ogni mortal cosa, 367 4, 3| lasci~nel passo de la morte?~Crescesti in queste braccia, in queste 368 2, 1| piacer desta, ove ’l dolor si cria~ne la reina mia!~A te parlo, 369 5, 5| spalle così indegne e sì crudeli~così onorato incarco;~ferma, 370 5, 1| in mezzo a duo ministri crudi~con gli occhi fissi al cielo.~ 371 4, 1| ma fie vario lo sguardo:~cupido in altri forse,~e ’n me 372 2, 1| miseri mortali,~ove ci trasse curiosa voglia~di donna troppo ardita!~ 373 | dagli 374 1, 1| di lunga antica doglia, e dài principio~a più gravi lamenti, 375 5, 4| velo che la gola cinge,~e dàlla nuda al ferro. — Lagrimosa~ 376 4, 2| son ministri loro~e segno dan d’autorità reale.~ ~CORO~ 377 pro | regnar nata:~or, qual serva, dannata~da vent’anni di misero martìre,~ 378 5, 1| Il mal e gli anni~vi dànno or questo peso, peso grave~ 379 5, 4| lettra. — Questa —~ha dettodarai tu, se mai giungi,~al 380 5, 4| carta per la mano~che ti darei sì volentier morendo.~Com’ 381 4, 3| dimando, e nulla toglie~a chi darla mi può: piangan questi occhi~ 382 3, 2| non sa l’arte il petto~di darle in sé ricetto.~La lunghezza 383 3, 3| per sé ’l consiglio, senza darlo a lui;~né così imbelle è 384 4, 3| m’aita.~Nulla più puoi tu darmi~che più mi vaglia o giovi. 385 5, 2| per donna, che sì mal può darne il merto!~Altra era la mia 386 3, 2| d’un ben, ch’a noi vuol darsi~senza fatica o prezzo,~d’ 387 4, 3| poiché veggio~ch’ho da darten mercede~di pianto e di dolore.~ 388 4, 3| ricevi~quel che mi per darti~miserissima sorte.~Non m’ 389 1, 2| qui ritorno. Voi quest’ora~datavi a respirar, spendete, prego,~ 390 5, 5| Voi le lagrime vostre~le date, e componete il corpo esangue,~ 391 4, 3| deste~un tempo ubidiente,~dàtelmi or, vi prego,~placido e 392 | davanti 393 | de’ 394 1, 1| è conchiusa.~Così sperar debbiam! Né già conviene~stimar 395 4, 1| volte è mortale,~così anco debbiamo,~ne l’aspra infermità de 396 5, 3| seco a morire.~Ahi, piè debile e infermo,~come lenta mi 397 5, 4| sventure insieme accoglie~sovra debili spalle.~Piango la morte 398 5, 1| dolor e forse~da quella debiltà, che già contratta~ha lungamente, 399 5, 1| sospiri~ha dato, e quinci declinando il capo,~sì che quasi a 400 1, 2| imperiosa scuote~il gran decreto, che si volve e piega,~ov’ 401 4, 3| corso testa de la tua più degna:~tolgasi omai del volto 402 pro | stanza, pur tanto ha di degno,~che ’n lei riposan cheti~ 403 1, 1| ricevi e lume ancora~al tuo deliberar; e quinci avuta~hai la lettera 404 4, 1| novelle,~le quali esser denno~in qualche parte vere, il 405 5, 5| nostro il Cielo!~ ~MESSO~Deponete, ministri, il freddo corpo,~ 406 2, 1| al mio signore,~quanto ’l desio di far che la reina~sentisse 407 4, 1| cantando m’adombri i suoi desiri,~e a me fien dolce riso~ 408 4, 3| l vostro cor; e se ’l mi deste~un tempo ubidiente,~dàtelmi 409 1, 2| miserere!~E s’a lei scettro desti,~o forte, o giusto, o pio,~ 410 1, 1| coronata, onorata,~e con destin di serva~rapita, catenata!~ 411 3, 2| bagna,~vien quel ch’il Ciel destina,~e più volte ne sentiam 412 4, 2| sonanti, infide,~come gli detta il vento:~purché si giunga 413 3, 3| Inghilterra, che presumi~a te deversi, ti sia tolto e sia~da te 414 1, 2| affetto: umil affetto~e devoto conviensi a gran sciagura,~ 415 1, 1| meno~ch’io vi stia, non devrebbe~far sospettar altrui; pur, 416 4, 3| ha parte maggior chi men devria!~Errai, confesso, e mille 417 5, 5| ufficio aspro, amaro,~ma pur devuto e caro:~deponi qui, deponi~ 418 5, 4| porta loro in mio nome;~di’ lor ch’io vo a morire,~bramosa 419 1, 2| eternità l’antico stile~in diamante durissimo la legge~impresse, 420 3, 1| veggendo~ch’io più nulla dicea, gli occhi ha rivolti~in 421 5, 4| mostrar quel ch’io bramo: tu dichiara~con gli effetti ch’intendi~ 422 5, 1| sì duro incarco!~Ma che dicon? Che fanno colà entro?~ ~ 423 5, 4| questa la voglia~di Chi mi diè la vita.~Restami sì la doglia~ 424 3, 3| error, commesso allora~ch’io diedi fede a chi la fede nega~ 425 pro | ahi quanto!~A me tributo diêr Senna e Garonna~e lungo 426 3, 1| sciagura,~nulla è senza difetto,~e felici coloro,~a’ quai 427 4, 2| ch’aggiri dubbie cose~e difficili e grandi.~ ~REINA~Oh, sian 428 5, 4| Lungamente~visser di ben digiuni, anzi di cibo:~la tua mano 429 1, 1| soave cibo~a cor, di ben digiuno~e già sazio di male.~ ~REINA~ 430 3, 1| nome~il saluta cortese e digli ch’io~del suo benigno ufficio~ 431 4, 2| venir con lunga schiera~più diletti ministri e più fedeli~a 432 3, 1| larghi campi e selve a tuo diletto~ti fien mio dono. Intanto 433 1, 1| sofferente, pieghevole e dimessa~sotto ’l peso fatal sostieni 434 5, 4| chi m’amò tanto, ahimé!~Ma dimmi: che più fece?~Che più parlò? 435 3, 1| fiore.~Or io men vo, ché la dimora mia~a voi non giova e a 436 3, 2| La qual da lunge or si dimostra al core~ed ei voglioso la 437 4, 2| mendica!~ ~CAMERIERA~ In ciò dimostran segno~d’onor e riverenza: 438 3, 3| offesa~si sfoghi almen col dimostrarsi offesa.~Consentasi a reina 439 5, 4| stimi che cresca~veduto mal, dipingimi parlando~l’orribile accidente.~ 440 5, 4| di vedere~la man che vi dipinse!~Leggi tu, ch’io non posso,~ 441 4, 1| poco d’ora:~che sarà? Che dirà? Liete novelle~già ci ha 442 4, 1| sera~miri nembo piovoso diradarsi,~onde si scopre imagine 443 5, 4| diverrà marmo~per quelle che dirai.~ ~MAGGIORDUOMO~ Ahi, ch’ 444 5, 2| Perdonate, mie figlie,~i disagi sofferti,~le fatiche, gli 445 4, 3| e vita~al maggior re, se disarmato e solo~ne le sue insidie 446 1, 1| folgore dal Ciel giusto discenda,~o ’l terren s’apra, ovunque 447 5, 1| vecchia serva.~Ma già di discende la famiglia~dei conti, e 448 1, 1| moglie di re possente,~discesa per lungo ordine da regi,~ 449 4, 3| pur utile e dritta. — Si discioglia~dal collo quella testa, 450 5, 1| riverente~dal chiodo la discioglie, ove pendea,~e strettalasi 451 4, 1| te, pria che sforzata~ti disciolga e sprigioni.~ ~REINA~Sprigionerammi, 452 4, 3| questa gola,~e dal collo disciolta~sia la mia testa, dono~di 453 2, 1| vince spesso la voglia. Ciò discolpi~il mio parlar, che forse 454 4, 1| via~de l’aspra prigionia,~discoprendomi il riso~cara imagine e grata~ 455 1, 1| inutil forse,~argomenti e discorri e ragion cerchi~dal variar 456 3, 3| fatti.~ ~CORO~Sopra me si disfoghi~l’odio ingiusto e crudele, 457 1, 1| perché scende o cade~in disperati abissi?~ ~REINA~Riconosco 458 3, 2| sgombra,~noi solamente siamo~disperazione e ombra.~ ~REINA~Speri l’ 459 4, 3| chioma~canuta e riverenda si disperga~sul venerabil volto!~Assai 460 1, 1| tanti mali:~di nulla si disperi,~chi aver può cosa, in cui 461 4, 3| REINA~Che fec’io, che diss’io,~perché s’aprisse il 462 5, 4| fece?~Che più parlò? Che disse?~Seppe da la tua bocca~questa 463 1, 1| privata donna.~Lassa, che disser essi, e io che intesi?~Quai 464 pro | sventurata donna,~ahi, ahi dissimil quanto~a quel ch’io la lasciai,~ 465 pro | tempo un di voi,~senonché mi distinse~regia corona e manto,~gravi 466 4, 3| impallidisce...~ ~REINA~Disusata allegrezza~turba come dolore. 467 4, 1| Signor, non mia.~ ~CORO~Il disusato riso, che s’è aperto~ne 468 4, 3| sì dolorosa vista,~che tu divelta a forza~dal corpo, ch’or 469 5, 4| per le sentite cose;~forse diverrà marmo~per quelle che dirai.~ ~ 470 4, 3| sol una. Ma ’l fallo si divide~e n’ha parte maggior chi 471 2, 1| perché ’l taci, lassa!~Perché dividil bene,~di cui quel che 472 1, 1| forse ordisce~Providenza divina a lei la pena~dovuta a tante 473 3, 3| nuovo culto~nei misteri divini, promettendo~tu per te, 474 1, 1| poco cara~al popol suo, diviso in parti e ’n sètte,~e che 475 5, 5| trattar orrori,~solo a portar dolori,~mostri infelici d’infelice 476 4, 3| miei nei guardi estremi~sì dolorosa vista,~che tu divelta a 477 1, 1| fortuna alte e felici~a dolorosi abissi~di sorti infelicissime, 478 1, 1| e con vario costume,~or doloroso, or lieto,~volve lo stato 479 3, 3| spazio poco~chi la superbia domi e ’l regio fasto~di bassissima 480 3, 2| ascolterò, risponderò, donando~or grazie ed or mercedi:~ 481 3, 2| porge,~e di se stessa è donatrice larga,~ov’ha chi la riceva.~ 482 3, 1| mortale.~Così, se porge altrui~doni d’alta presenza o d’intelletto,~ 483 4, 2| Tali d’alta fenestra~di dorato palagio~vedev’io già venir 484 5, 1| su regni e vivi,~e sei dovunque è vita.~Questo credo, ed 485 1, 1| Providenza divina a lei la pena~dovuta a tante colpe, a tanti inganni,~ 486 4, 2| son di pensier ch’aggiri dubbie cose~e difficili e grandi.~ ~ 487 4, 1| mia,~chiamar or conti, or duci, ed essi uscirne~lieti d’ 488 5, 2| pace,~e se ’l mio mal vi duole,~raddolcite il dolore~con 489 1, 1| voglia,~per scemar in te ’l duolo e in me l’affanno,~rimembrerò 490 4, 2| anco giuste!~ ~CAMERIERA~Duramente~si congiunge con l’utile 491 3, 2| di tant’ossa onorate,~ond’ebber carne queste carni stanche,~ 492 pro | lasciai regnanti con corone eccelse,~or prigioniere, or serve, 493 1, 1| d’antichissimo regno,~d’eccelso re fui moglie, e son madre 494 pro | di malnati rei.~In tanto eccesso, a chi parer dee strano~ 495 | eccomi 496 3, 1| nulla ho da bramar, se non l’effetto~a quanto il capitano a dir 497 4, 1| col grave incarco d’anni egri e infermi~a servitùcara, 498 4, 1| miei languidi spirti, a l’egro sangue~di questo cor vinto 499 3, 3| chi viene e quel che dice,~egualmente è crudel: così fie ingiusto~ 500 3, 3| ecco ’l lascio; egli s’elegga~re di stirpe miglior, se 501 3, 3| pietosissima e possente.~Eleggi tu e rispondi. Io messaggiero~


abban-elegg | eless-onora | onore-sospi | soste-zelo

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