| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Federico Della Valle La Reina di Scozia IntraText CT - Lettura del testo |
|
|
|
|
SCENA SECONDA
MAZZIERO, REINA, C. di COMBERLANDA, MAGGIORDUOMO, C. di PEMBROCIA e CORO.
MAZZIERO Traetevi in disparte: lascisi aperto il varco a chi viene, a chi segue.
CORO Lascia ch’io m’avvicini ad aiutar la mia reina, o almeno a toccarla, a vederla, ohimiei, ohimiei! Reina, ove ne vai?
REINA Io me ne vo a la vita, figlie, e anzi ch’io vada, ritorno a rivedervi: questa grazia m’è data in sul partire. Fortunata, se come vi veggon volentieri questi occhi miei, così vi vedessi anco in altro stato! Questo a me toglie il Cielo; ma a voi non torrà forse il rivedervi, ove pria me vedeste: quest’ultima speranza al cor mi resta. Rimanetevi in pace, e se ’l mio mal vi duole, raddolcite il dolore con la libertà vostra; con quella libertade, che voi non eravate per aver meco mai. Questa fie la mercé che dar vi debbo di tanta servitù, di tanti mali meco passati e corsi. I fratei vostri, i padri avran di voi più aventurosa cura, ch’aver non ha potuto una vostra reina! Perdonate, mie figlie, i disagi sofferti, le fatiche, gli affanni, per donna, che sì mal può darne il merto! Altra era la mia voglia e la speranza: a Dio piace altrimente.
CORO O Dio, pietoso Dio, lasciala solo in vita e raddoppia in me i mali!
REINA Volgete pure i preghi a chiedermi la pace, sì poco avuta in terra e nulla meritata dov’io la spero, in Cielo. E fra i preghi anco vostra cura sia (questa è la grazia estrema ch’io vi dimando, amiche e figlie care) che quest’ossa, da voi amate un tempo e amate, credo, ancora, abbian con opra pia la sepoltura da le man vostre; a me fie l’opra cara anco ne l’ossa estinte. Traetele con voi, là dove vi trarrà benigna cura del Signor nostro e Dio. La cameriera mia, ch’io lascio non so come, sia vostra guida e scorta: onoratela, prego, e ubidite ai suoi consigli. Ella è benigna e saggia, e v’ama quasi madre: amatela anco voi e rimirate in lei che con voi resta, me, già vostra reina, che v’abbandono e lascio. Ricordevoli siate ch’io fui vostra padrona per natura, ma per affetto madre e per sorte compagna di sventure e d’affanni.
CORO Ahimiei, ahimiei! Per me risponda il pianto, se non può la parola. Ohimé, ohimé, ohimé!
C. di COMBERLANDA Assai s’è detto; vanne! Che più qui si ritarda?
REINA Amico, io vado; ma chi le membra aita, sì che il piè infermo vada? I’ più non posso.
MAGGIORDUOMO Ahi, reina, ahi padrona!
REINA Dopo sì lungo strazio ancor ti duoli? Che hai, fedel? Che senti? Porgimi ’l braccio, e sia questa l’opera estrema de la tua servitù cara e amata, ma mal guiderdonata.
C. di PEMBROCIA Porgile il braccio, aiuta la debil tua padrona.
MAGGIORDUOMO Ahi, ufficio crudele di sventurato servo, sventurato e fedele! Io, dunque, ti conduco, o mia reina, ti conduco a la morte!
REINA Vieni, caro, vien meco. Nulla più potrai far, che caro sia, se non questo ch’or fai. Sempre m’accompagnasti nel corso de la vita o buona o ria; accompagnami or anco nel passo de la morte, e movi con il piè la lingua meco, e pregarmi virtute e sofferenza, in così orribil varco.
MAGGIORDUOMO Ahi, che ’l petto si serra, ned altro posso, ohimé, se non dolermi! Lagrime e pianto, ohimé, sono, ahi, sono miei prieghi!
CORO Ella sen va, sorelle, e seco van questi occhi e questo core, che con gli occhi la segue. Ancor la veggio, ancora; ancor la testa miro, ancor ne veggio il velo... Ahi, ch’ella mi s’è ascosa, ahi, ahi, sparito è ’l sole!
|
Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License |