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cieco 8
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33 sangue
32 grande
Carlo de’ Dottori
Aristodemo

IntraText - Concordanze

cielo

   Atto, Scena
1 1, 1| pietosa bugia l’usurpa al Cielo,~ed inganna la terra.~ ~ 2 1, 2| favor della sorte, anzi del cielo~conservata è la vita. Or 3 1, 3| miei lamenti dolorosi il cielo,~Argo anco fu per riconoscer 4 1, 3| salvò dunque interessato il cielo,~e non osò Fortuna~de’ più 5 1, 4| ferro.~Or che dissero in cielo~i veri numi? E di che giusto 6 1, 4| rimessa ha la vendetta il cielo.~Son posti in piccol’urna 7 1, 7| se perdonano a quella? Il Cielo è forse~diviso in parti? 8 2, 1| nuovo esposta.~ ~NUTRICE~Il Cielo~non muta voglia. Arena~è 9 2, 1| eletta.~ ~AMFIA~ E chi del Cielo~gli arcani intende e può 10 2, 1| fia ciò? Non è placato il Cielo:~cagione ho di temer.~ ~ 11 2, 5| figliuola non chiesta, anzi dal Cielo~preservata pur dianzi, e 12 2, 6| commercio non abbiam col cielo,~ch’a voglia nostra ei parli.~ ~ 13 2, 7| TISI~E la Fortuna,~e ’l Cielo Arena. E chi può dir qual 14 2, 7| purgato Alcide,~e dipintone il Cielo.~Non s’armava Orion, né 15 3, 2| pur dianzi~assoluta dal Cielo,~condannata è dal padre?~ ~ 16 3, 3| sangue pur ti plachi il Cielo,~ti concilii Fortuna. Io 17 4, 1| Ciel poi me la tolga. Il Cielo,~che pur or la salvò dalla 18 4, 3| Itome.~O che mi stimi il Cielo~prezzo al debito eguale 19 4, 6| volea Fortuna, Itome, il Cielo;~la colpa della figlia~s’ 20 4, 6| della figlia~s’oppone al cielo, alla Fortuna, al mondo,~ 21 5, 1| prima sentir del provocato cielo~l’ira vendicatrice. O dall’ 22 5, 2| lieto e non consenta il cielo.~ ~CORO~Così voglian li 23 5, 3| o inferno?~Mi soffre il cielo, o m’abborrisce? Un regno~ 24 5, 3| la fortuna,~affaticano il cielo, apron l’inferno.~Di chi 25 5, 3| dal giudizio dell’uom del cielo il cenno.~Ma che vuol dir 26 5, 4| conferma il sacrifizio il cielo,~più non tema l’altar: tema 27 5, 4| con la patria, empio col cielo,~giustamente morrai.~ ~LICISCO~ 28 5, 4| vieni, e vedrai qual sia del cielo il dono. -~E, presomi per 29 5, 5| sacrifizio, ecco placato il cielo,~liberata la patria, il 30 5, 6| tutto intesi. Aristodemo, il cielo~non è placato: e non ha 31 5, 7| al mondo, alla natura, al cielo;~m’odia l’inferno sì, ma 32 5, 7| levo al vostro~demerito col cielo, e della mia~contagiosa 33 5, 8| mostruoso tumulto, e terra, e cielo~dello sdegno celeste oggi


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