Atto, Scena
1 1, 3| bellezza ai fieri dèi dell’ombre?~Di pretender cotanto ardia
2 1, 3| lo rende il paragon dell’ombre.~Ei nacque dall’oscure~tenebre
3 1, 4| commise,~per cui plachi con l’ombre~delle fanciulle il provocato
4 1, 4| campi, or che nemico all’ombre~per uso lungo senza orror
5 1, 6| merto ha premi~anco fra l’ombre, e separata stanza~ha la
6 2, 2| ricusato il giorno~dall’ombre pertinaci, un pigro e mesto~
7 2, 4| nobile e grande,~ad occupar l’ombre d’Eliso, e mostri~quanta
8 2, 7| Quando a dar legge all’ombre~giunto di nuovo il rigoroso
9 2, 7| davano gli antri albergo e l’ombre,~facil bevanda il rio, cibi
10 3, 3| Fortuna. Io fra le opache~ombre d’Eliso andrò narrando i
11 3, 3| lingua mia, se parlan l’ombre,~prima dell’ombra tua noto
12 3, 3| del pigro Lete~teco fra l’ombre aver letto infecondo,~e
13 3, 6| orride e cupe.~Passano l’ombre ignude~per questa via che,
14 3, 6| china;~e stimolate son l’ombre al cammino~come talor da
15 3, 6| de’ rigorosi giudici dell’ombre.~Passa indistinto il re
16 3, 6| anima forte;~passa fra l’ombre nere~di Stige, e nulla teme.~
17 4, 1| Itome,~di Panormo e Gonippo ombre nocenti.~Maggior fallo sommerge~
18 5, 3| mi parve: ah non fur due~ombre di Stige uscite~quelle ch’
19 5, 7| renda il tetro carcere dell’ombre~a queste luci mie più grato
20 5, 7| Vengo, figlie adirate, ombre dolenti,~vengo a placarvi;
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