Atto, Scena
1 1, 1| ancora~tremarmi in sen la mal sicura speme.~Non così tosto
2 1, 2| senza che stilla~ne bea mal nota o peregrina fede.~ ~
3 1, 3| virtù, per cui difesa~suo mal grado è Messenia. Io per
4 1, 4| che la cagione~del nostro mal fu de’ garzoni il fallo.~ ~
5 1, 5| che sventure!~Il fin d’un mal grado è dell’altro! Guerre,~
6 2, 1| membra,~e vacillando in su mal fermi passi~gli stupidi
7 2, 2| Così folto, difficile e mal certo~si rende il bosco;
8 2, 3| loquace,~ambizioso il proprio mal non segue.~Ma intender vo’
9 2, 5| vittima, che non fugge, e mal difesa~dal padre stesso.
10 2, 7| aggravi.~Così penoso è ’l mal, come la strada,~che guida
11 2, 7| Vulcano,~e con indotta mano~il mal uso Tonante~imparava ad
12 4, 6| mio furore~vendicator. O mal fuggito, o sempre~empio
13 4, 6| quindi~i mali nostri. O mal trovato ferro,~per cui nuotan
14 4, 6| e tu profano - Castore mal finto,~Sparta ebbe vinto -
15 5, 1| ritorno occultamente a quella~mal custodita soglia; e tutto
16 5, 1| dall’affetto~cieco materno mal guidato amante,~Policare
17 5, 1| questo~principio o fin di mal? Chi l’opre umane~perturba
18 5, 4| sbigottiti sensi~la notizia del mal. Misero, io volsi~l’occhio
19 5, 5| sonno,~voce di qualche Dio mal obbedito,~ch’io la celassi
20 5, 8| comune,~altra piange il mal proprio, altra il periglio.~
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