Atto, Scena
1 1, 2| si parla, ecco sen viene.~Resta, ch’io vo’ partendo~lasciarvi
2 1, 3| venerabil Tisi?~ ~MEROPE~Resta, io ti lascio a lui.~ ~POLICARE~
3 1, 4| angusto regno~e gran nome ci resta. I fatti sono~maggiori della
4 1, 4| sacrifizio. Un pianto solo~resta di due timori.~Respira Aristodemo;~
5 2, 1| fuggì.~ ~AMFIA~Pur fugge, e resta~Merope mia di nuovo esposta.~ ~
6 2, 3| sola esposta al sacrifizio resta~Merope sfortunata,~protetta
7 2, 4| gli dèi. Nessun di loro~resta a Messenia, o restano i
8 2, 5| Or dimmi, e quale~vittima resta, s’è perduta Arena?~Ah,
9 3, 1| timori.~Tanto d’onor mi resta~che risarcisce il danno.
10 3, 2| temerti di nuovo! A te non resta~più ragion sovra un nome~
11 3, 2| Messenia?~ ~CORO~Altra non resta.~ ~POLICARE~E non si cerca
12 3, 3| pere della Messenia. Ah resta, e attendi~dal voler della
13 3, 3| testimon d’una insolente colpa.~Resta, e più fortunata~godi la
14 4, 1| fatta~de’ stessi dèi. Non resta~che temer alla patria,~bensì
15 4, 3| pare~men feroce di pria. Resta a mio padre~l’onor d’avermi
16 4, 3| con sì bella impression ti resta,~che da sé ti consacra.
17 4, 4| Sfortunata Messenia! Or qual più resta~via di salute? Trafugata
18 5, 2| Approva, e spera. Ofioneo sol resta,~che ricevendo sta gli auguri
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