Atto, Scena
1 1, 1| sento ancora~tremarmi in sen la mal sicura speme.~Non
2 1, 1| calma.~ ~ARISTODEMO~ A te sen viene~policare: io mi parto.
3 1, 2| Quella, di cui si parla, ecco sen viene.~Resta, ch’io vo’
4 1, 4| sangue di tradite genti,~sen vennero, portando~all’infelice
5 2, 1| iride curva apre confuso~il sen dipinto, e non distingue
6 2, 3| amaro~han da bagnare il sen le donne illustri~della
7 2, 4| Oggi mi svelgo~il cor dal sen: Merope dono a Dite.~Crudel,
8 2, 4| al rigido Inferno; e tal sen vada,~ombra nobile e grande,~
9 4, 6| mio petto.~Per l’attonito sen scorre un tumulto~non più
10 5, 1| salvata la patria, a che sen giace~sotto un monte di
11 5, 3| chi mi toglie~l’orror dal sen? Chi mi consola, o dèi?~
12 5, 4| allor sacra ministra~a me sen venne e disse:~- Licisco,
13 5, 4| d’esser padre.~Erasitea sen corse~frettolosa e dolente~
14 5, 4| ottenni.~Lecito fia che questo sen, che queste~mani pietose,
15 5, 5| lasciasti sconsolata e grave~il sen di quasi maturata prole;~
16 5, 7| man furiosa~dal disperato sen l’alma non tragga.~ ~ ~
17 5, 8| porta, e veder potrete~come sen giaccia, e con le membra
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