abban-conse | consi-immer | immob-penet | penit-simul | sinch-xanto
grassetto = Testo principale
Atto, Scena grigio = Testo di commento
1507 5, 1| di pena~il confessar con penitenza amara~l’infelice delitto.
1508 2, 5| tutta la Grecia, e sulle penne~di non bugiarda Fama~volar
1509 4, 6| merli~la balista feroce aste pennute.~Fu allor che si divisero
1510 2, 7| fuor di tempo aggravi.~Così penoso è ’l mal, come la strada,~
1511 5, 5| stagnò le lagrime nel petto.~Pensai di seguitarti; e mi trattenne~
1512 4, 3| tuoi pensier conversa,~né pensar alla terra, e non t’aggravi~
1513 | Perch’
1514 1, 7| un solo~Cillaro può dica percosso il suolo.~ Voi Nettuno ammirò
1515 1, 2| dalle sonore incudi;~e si perda non pur l’uso, ma il nome~
1516 1, 4| quella sorte primiera.~Si perdé combattendo, e ’l vincitore~
1517 1, 6| liberatrice~della Messenia. S’io perdea la vita,~cosa frale perdeva:
1518 4, 3| poco~morte da me, né la perdei di vista.~Or che torna,
1519 1, 4| quando per nostra colpa~perdemmo i dèi, mancò la sorte, e
1520 4, 4| accostarsi profanata all’ara?~E perdendo sé stessa~ingannar la sua
1521 4, 6| patria, a te crudele!~Volli perder la figlia,~ma perderla innocente,
1522 4, 3| preziosa~dell’amor tuo, che perderia morendo.~ ~MEROPE~Se Policare
1523 4, 6| Volli perder la figlia,~ma perderla innocente, e rea l’acquisto.~
1524 1, 6| perdea la vita,~cosa frale perdeva: eterno acquisto~era quel
1525 4, 2| guidi e protegga amor. Tu mi perdona,~o della sposa mio genio
1526 1, 7| scherniti? O chiedon questa~se perdonano a quella? Il Cielo è forse~
1527 2, 5| reliquie di virtù? Ma si perdoni~al profano Licisco, e vegga
1528 4, 1| rubasti,~e fu abusato il don: perduto è dunque~il merto, ed io
1529 1, 2| stilla~ne bea mal nota o peregrina fede.~ ~POLICARE~Qual reliquia
1530 3, 1| patria e ti prepara~simolacri perenni, eterni onori,~sempre del
1531 1, 2| vita. Or qual può darsi~di perfetta beltà prova maggiore~della
1532 3, 4| spietato~padre! Spietati dèi! Perfida Itome,~che ’l misfatto atrocissimo
1533 5, 5| parto, il parto io dissi~perì nascendo. Ah sventurato
1534 3, 3| vuoi ch’io fugga?~Tu, se pèri, chi salvi? E chi t’elegge?~
1535 1, 2| più prezioso~fatto dal suo pericolo e più caro.~ ~POLICARE~Candida
1536 2, 7| possesso desio, tema dal certo,~perigli dal sicuro, error dal lume,~
1537 3, 2| la sua morte Itome.~Non perirà.~ ~CORO~Giovane audace,
1538 3, 2| CORO~E per lei forse~perirebbesi indarno.~ ~POLICARE~ Or
1539 3, 2| ragion, daralle amore;~O periremo in sì bell’opra, e, prima~
1540 5, 6| o padre infelicissimo, periro:~l’una per tua cagion, l’
1541 5, 5| sventurato parto,~ché non peristi? Io diedi~questa colpa alle
1542 4, 1| fragil sembra~la difesa e persisti~d’offerirla tu stesso, io
1543 4, 5| custodita~severamente ogni persona esclude,~né pria ch’e’ lo
1544 per | PERSONE~ARISTODEMO~AMFIA~POLICARE~
1545 4, 5| l’avran più strettamente persuasa,~e materia più facile e
1546 2, 2| ricusato il giorno~dall’ombre pertinaci, un pigro e mesto~aer vi
1547 5, 1| di mal? Chi l’opre umane~perturba in onta vostra? E qual invidia~
1548 5, 6| Averno. Odi, io ti reco~pessimi augurii, avvisi infausti.
1549 1, 6| caglia, e mostra~che ti piaccia una vita,~che piace a lui.
1550 5, 3| del ciel pende mia vita!~Piacemi. I casi nostri~stancano
1551 3, 3| credea che ’l meno~che ti piacesse in me fosse il mio volto.~
1552 3, 3| men forte. Il tuo corpo mi piacque,~sede d’una bell’anima;
1553 5, 1| ricevuta in seno~altamente la piaga, ah Dio, nel tempo~dall’
1554 5, 8| abborri,~stendi le mura al pian d’Itome, abbatti~i tetti
1555 1, 1| AMFIA.~ ~ARISTODEMO~Tanto piangesti tu, tanto io pregai,~ch’
1556 5, 5| morti al fin cadesti.~Te pianse il genitor, la patria, il
1557 1, 1| ch’a’ miei voti, a’ tuoi pianti~il Ciel s’intenerì. Respiro,
1558 1, 4| casi. Odo chiamarsi~nel picciol tempio d’Ercole il senato~
1559 3, 3| i lamenti; e sol di due~picciole lagrimette il cener bagna,~
1560 1, 4| vendetta il cielo.~Son posti in piccol’urna i nomi adunque~di Merope,
1561 4, 3| pena si soddisfaccia, io piego il collo~ubbidiente alla
1562 5, 4| veder una bambina: un volto~pien di bellezze: una bellezza
1563 1, 1| Arena; e invan Licisco~con pietosa bugia l’usurpa al Cielo,~
1564 5, 4| questo sen, che queste~mani pietose, in cui~spirò la sfortunata,
1565 4, 5| piedi tremante~la nostra pietosissima menzogna~sì ben, che verità
1566 4, 6| non più sentito, ed alle pigre mani~Insegna un non so che
1567 3, 5| NUTRICE, POLICARE.~ ~NUTRICE~Pigri, e imbelli siam noi, se
1568 2, 2| che negra d’elci, irta di pini, opaca~di vecchie querce,
1569 2, 7| rio, cibi non compri~il pino, il sorbo, e lieta mensa
1570 1, 2| fiume~che intumidì per nuova pioggia, e sorse~col corno a minacciar
1571 1, 7| Polluce, nudasti~prima, e di piombo ti suonò la destra.~Né men
1572 1, 2| di Merope, in cui vivo!~Piovetemi sul crin rose e ligustri,~
1573 5, 4| ARISTODEMO~ Rendasi il corpo~alla pira, o soldati. E tu, Licisco,~
1574 1, 7| al fiato estivo~le nevi pirenee cadono in fiumi,~arbitro
1575 1, 4| ciel la notte oscura».~Così Pitio cantò. Questo è l’oracolo;~
1576 4, 6| all’ozioso aratro!~E se non placa - i dèi d’abisso Itome,~
1577 5, 7| ombre dolenti,~vengo a placarvi; a liberar la patria~d’un
1578 3, 6| Oh con che stranio rito~plachiam gli dèi! Sono lassù tant’
1579 4, 3| la vittima a tua voglia,~plachisi il Ciel, sia liberata Itome.~
1580 1, 7| omai la procella,~ed in placida calma il fianco stenda~oggi,
1581 5, 2| aria il bellicoso augello~placide e larghe rote~formi, ed
1582 5, 3| vendetta forse~nume ignoto e plebeo fra quei d’Averno?~Come
1583 2, 7| né splendea l’Orsa,~né la Pleiade acquosa o ’l Cane estivo.~
1584 | poche
1585 4, 6| si divisero le genti~in popoli distinti, e fatto angusto~
1586 1, 2| di talamo fecondo, e così porga~lo stesso Amor, lo stesso~
1587 2, 6| E tu le mani~e i lacci porgerai? Sì, sì conferma~Merope
1588 4, 3| Ministri, il bruno manto~porgete alla fanciulla, e la corona~
1589 1, 2| Pattolo e tinga Sparta~di porpora le lane;~Ibla fiorisca a
1590 5, 4| tende,~la man fredda mi porse e in fiochi accenti:~- Padre, -
1591 1, 4| Questo è l’oracolo;~io lo portai. Fioriscono due sole~vergini
1592 1, 4| tradite genti,~sen vennero, portando~all’infelice lor patria
1593 5, 5| attendi cheta dove~voglia portarmi la fatal procella.~Almen
1594 5, 4| ancorché ’l moto~tardi portasse a’ sbigottiti sensi~la notizia
1595 1, 7| Fato e ’l re deluso,~lieti portaste alla Tessaglia i premi.~
1596 1, 7| me la figlia (ah, dove~mi portava l’affetto?), al Genio, al
1597 2, 1| notturna, vocal marmo o tronco~portentoso che parli, a me non porge~
1598 3, 3| morte.~Io vado, e nulla meco~porterò di più nobile e più degno~
1599 1, 2| scagli~l’irata man di Giove;~portino Borea ed Austro~i suo’ turbini
1600 1, 1| pensier più dolci, e meco porto~le cure della patria e della
1601 3, 3| almen, s’ad altra in seno~di posseder t’è dato~felici amori, ampie
1602 3, 1| chiedon gli dèi, più non possedo.~Ma non chiedono più. L’
1603 2, 7| tumulto, amor dall’odio,~dal possesso desio, tema dal certo,~perigli
1604 3, 5| e imbelli siam noi, se posta in uso~dell’ingegnoso Amore~
1605 1, 4| la vendetta il cielo.~Son posti in piccol’urna i nomi adunque~
1606 5, 4| con la ferita Arena.~Ma, posto ch’ebbe il piè dentro alle
1607 | potevi
1608 | potrei
1609 | potrete
1610 2, 3| custodi. Oh fortunato~chi fra povere canne occulto vive~sicuramente!
1611 3, 6| d’accesa estate~strugge i prati ridenti allor che ’l sole~
1612 2, 7| sorbo, e lieta mensa il prato!~Il ciel non risplendea~
1613 5, 6| antico~sudano i marmi. O che precedan questi~segni al crollo del
1614 3, 3| ignote~vie del sepolto mondo~precederò. Lusingherotti il Cane,~
1615 5, 1| compagno della sposa, o preceduto~esser di poco; e non lontan
1616 1, 2| sparger vo’ le concepite preci.~Rotin gli astri innocenti
1617 5, 1| né riserbò di tanta~ira precipitosa~e disperata, altro che l’
1618 3, 5| impulso~della sua mano al precipizio andremo?~Né troverai difesa~
1619 2, 6| né inoperosa. All’anima preclara~liberatrice di Messenia,
1620 5, 8| e di fanciulli e vergini predate~pallido gregge inerme~la
1621 4, 6| ultimo lutto - l’indovin predice,~gli ultimi danni.~Già per
1622 1, 1| Tanto piangesti tu, tanto io pregai,~ch’a’ miei voti, a’ tuoi
1623 4, 3| estremo~testimon del tu’ amor; pregalo insieme,~che lo conservi;
1624 5, 4| cura~d’uno di lor, come pregando ottenni.~Lecito fia che
1625 2, 1| offersi~vittime, incensi e preghi,~né serena la fiamma al
1626 4, 1| inferni.~ ~ARISTODEMO~A preghiere d’Amfia~Merope fu concessa
1627 1, 3| POLICARE~E doveasi con tanto~pregiudizio del Ciel dare in tributo~
1628 3, 3| intempestivi affanni~di pregustar la già vicina morte.~ ~ ~
1629 3, 4| custode? Ah, ben conosco~i preludi di morte. Il primo oltraggio~
1630 3, 6| le nubi, onde se stessa preme~la tenebrosa patria della
1631 4, 1| unisti. Or va, del vile~ardir premio ti fia l’indegna moglie,~
1632 3, 3| un molto amor ti lascio;~prendine cura. Unico e dolce erede~
1633 4, 3| separata stanza~ti devi preparar. Però ti spoglia~delle cure
1634 1, 2| porgi! Or sia tua cura~il prepararti alle vicine nozze.~Così
1635 3, 6| che riprenda.~Ministri, preparate~un negro altare a Dite,
1636 2, 6| offerta~dal padre suo, preparerò la via.~ ~ARISTODEMO~Necessità
1637 2, 5| Qual pietoso spettacolo prepari~degno di lor presenza? Un
1638 3, 3| che libera la patria, e mi preparo~a non temer sì gloriosa
1639 4, 3| luogo a Dite sacro, a cui prepongo~in difesa le Furie, e le
1640 1, 2| reliquie del timore,~o d’animo presago~(il che tolgan gli dèi)
1641 5, 5| rammentarti anco dei, che quando prese~l’orgoglioso spartan la
1642 2, 5| spettacolo prepari~degno di lor presenza? Un padre uccide~la figliuola
1643 2, 5| chiesta, anzi dal Cielo~preservata pur dianzi, e spettatori~
1644 5, 4| nostre io la recai. Fui preso~da soldati col corpo. Il
1645 5, 4| del cielo il dono. -~E, presomi per man, d’interna cella~
1646 4, 4| giovane amante~deve il padre prestar subita fede?~ ~CORO~Amfia
1647 | presto
1648 1, 3| fieri dèi dell’ombre?~Di pretender cotanto ardia l’inferno?~
1649 2, 5| ambizioso.~ ~ARISTODEMO~Io non pretendo~di salirvi così. Più cauta,
1650 4, 1| cieco amore~trova indegni pretesti.~ ~POLICARE~Io non t’ascondo~
1651 4, 1| ARISTODEMO~Sol può Dio preveder.~ ~POLICARE~L’uomo provegga.~ ~
1652 2, 7| speranze,~e con diverso fin dal preveduto~termina gli atti nostri
1653 3, 5| pensiero~rapido esecutor previeni il padre.~ ~ ~
1654 4, 3| dichiarato in questa~facoltà preziosa~dell’amor tuo, che perderia
1655 2, 6| stessa, i pochi avanzi~e preziosi del messenio impero?~Sofferirai
1656 3, 3| dunque seguir quel che men prezzi?~ ~POLICARE~Io volentier
1657 5, 4| ha Giuno~i tuo’ fervidi prieghi;~vieni, e vedrai qual sia
1658 2, 5| al sacerdote,~prima che prigioniera; e degno io resto~di duello
1659 5, 3| vuol dir colui~che quasi prigioniero~vien fra soldati? Egli è
1660 1, 2| sommerso ancor, manda le prime~armi dell’alba a procacciar
1661 5, 5| l’orgoglioso spartan la prisca Amfia,~la reggia de’ Messenii,~
1662 3, 1| Merope io v’offro e tolgo~i privati ed i pubblici timori.~Tanto
1663 | pro
1664 1, 2| le prime~armi dell’alba a procacciar la via,~né pria che vincitor
1665 1, 7| intento~senza timor de’ procellosi fiati,~stenda le terga affaticate
1666 5, 1| NUTRICE, TISI.~ ~NUTRICE~Qual procelloso turbine mi porta~per l’aria,
1667 1, 7| comanda?~ ~SOLDATO~ È già in procinto~spedito stuol d’arcieri
1668 1, 3| fu per riconoscer queste~prodigiose tue caste bellezze,~immagini
1669 4, 6| così lungo sdegnio~dunque produce!~O di Polluce - imitator
1670 1, 2| scelerato e di funesto~altro produr deve la terra, affretti~
1671 4, 6| Sparta ebbe vinto - quando profanaste~le are sacrate.~Torna all’
1672 4, 4| fanciulla audace~osa accostarsi profanata all’ara?~E perdendo sé stessa~
1673 5, 6| bosco, l’altra~in luogo profanato~dall’ira tua. Fu saettata
1674 4, 1| difensor; né sono ancora~profane sì per amoroso fallo,~che
1675 4, 1| tradì le mie speranze,~e profanò le nozze~con lascive, illegittime
1676 5, 7| cosa più occulta, e più profonda~sotto al Tartaro giace,~
1677 1, 4| invecchiato,~e di radici sì profonde e forti,~che sveller non
1678 1, 4| segreti il Fato~in notte profondissima ricopre.~Né pensier temerario,
1679 3, 6| egualmente divide il dì prolisso.~Vien rapito dal tempo~fulgor
1680 4, 4| Policare la sposa a lui promessa~corruppe. Egli promulga~
1681 3, 5| Caucaso gelato~di dar vece a Prometeo, e sotto il peso~d’Etna
1682 4, 3| cenere avanza.~Depositar prometto~nel seno di Policare l’estremo~
1683 4, 4| promessa~corruppe. Egli promulga~il fatto, e chiama in prova~
1684 1, 6| sono~figlia d’Aristodemo,~pronipote d’Epito, e imitar deggio~
1685 1, 4| qual fra le poche e meste~pronipoti d’Epito~vittima scelta sia,
1686 3, 4| a sé ti chiama~e chiede pronta obbedienza. Ha teco~da conferir
1687 1, 4| interprete del fato,~e degli dèi, propone~che la mente del Ciel da
1688 | propri
1689 2, 7| intatto~anco da remi e dalle prore audaci.~Quando a dar legge
1690 3, 5| giovane ed amante,~e di chiara prosapia, odi i mie’ detti.~Deh,
1691 3, 2| segue? Aristodemo,~che la proscrive? Amfia~donna ed inerme?
1692 4, 5| colpa della figlia amante;~proseguì la nutrice, egli si tacque:~
1693 1, 4| TISI~Spesso un misfatto prospero e felice~è chiamato virtù.
1694 4, 4| corre fama,~ch’a’ piedi suoi prostrata~impetrasse perdon di quella
1695 2, 1| atroce~prodigio, un altro già prostrato bue~alza dal suol le sanguinose
1696 1, 4| dolce nome~lascia di padre, protestando Arena~non del sangue d’Epito
1697 1, 5| Licisco,~che lungamente ha protestato invano~d’esser padre supposto,~
1698 4, 1| salvar la Messenia, io mi protesto~con gli altri offeso: or
1699 1, 2| labbra del cor mio~senza provata fé di chi m’ascolti,~oh
1700 4, 1| preveder.~ ~POLICARE~L’uomo provegga.~ ~ARISTODEMO~Ben dicesti.
1701 4, 1| ARISTODEMO~Ben dicesti. Io proveggo.~ ~POLICARE~ Inutilmente.~ ~
1702 5, 8| dell’uno~l’altro duol si provoca. Altra il comune,~altra
1703 3, 5| favorirla e attende~chi la provochi. Al fine~l’ozio tuo la condanna.
1704 4, 5| bene in parte al mio timor provvide~Ofioneo, che dalla stanza
1705 3, 1| offro e tolgo~i privati ed i pubblici timori.~Tanto d’onor mi
1706 4, 2| o della sposa mio genio pudico,~se indegno è questo mezzo~
1707 5, 5| natura~col rigor del destin pugna infelice!~ ~ARISTODEMO~Donna,
1708 5, 5| prole;~e per la patria tua pugnando in quella~battaglia sanguinosa,~
1709 1, 6| la vita, o figlia. A che pugnar con questo~rigor con la
1710 3, 1| popolo de’ morti in tante pugne.~Una vergine sola~degli
1711 5, 1| Ciò non bastò al crudele.~Punì prima il delitto, e poi
1712 2, 2| lui con disperato fine~di punirlo o fermarlo. Entrammo dopo,~
1713 3, 2| misfatto la pena, e sia punita~la cagion del misfatto.~
1714 | puoi
1715 4, 2| altri le parli,~acciò più pura vada~e più lontana da terreni
1716 1, 2| sotto a sacra bipenne~deve purgar le nostre colpe, ah, serva~
1717 2, 7| mostri,~per anco non avea purgato Alcide,~e dipintone il Cielo.~
1718 1, 2| tolta. Oggi risplende~più puro il dì, ché dal tornato lume~
1719 1, 7| orme~del fuggito Licisco,~qualor tu ’l chieda.~ ~ARISTODEMO~
1720 | Qualunque
1721 | quanta
1722 | quanti
1723 | quantunque
1724 | quegli
1725 3, 2| misero spargo~scelerate querele, empie rampogne,~inutili
1726 2, 7| Nascon guerre da pace,~quiete da tumulto, amor dall’odio,~
1727 5, 1| eccesso grande.~ ~NUTRICE~Se raccolgo gli spiriti, se ’l corpo~
1728 1, 4| con degno~silenzio in te raccolto,~l’origine de’ mali~in breve
1729 3, 3| la fede~e l’amor mio. Va, raccomanda l’ossa~e l’onor del sepolcro
1730 2, 6| Chiuderò gli occhi a lei, raccorrò l’ossa?~E riporrò le ceneri
1731 3, 6| lei, tacito il cane,~pio Radamanto ed arrendevol Dite.~Virtù
1732 1, 6| nulla~o poco almeno, si rallegra e turba,~degno è d’eroe,
1733 5, 5| nostri~furtivi antichi amori,~rammentarti anco dei, che quando prese~
1734 2, 5| greco padre,~s’esser padre rammenti; e non rifiuti~a Natura
1735 3, 2| scelerate querele, empie rampogne,~inutili minacce!~Chiaman
1736 4, 1| sorte~elesse Arena; e se rapì Licisco~l’ostia dovuta,
1737 2, 2| saettar le fuggitive terga,~rapidamente l’incalzammo. Arena,~accusata
1738 2, 4| degli Epitidi feroce?~Sento rapirmi: e non so dove; e pure~pur
1739 5, 1| ch’io~me la torrò. Chi mi rapisce, o venti,~e chi mi porta
1740 5, 7| ARISTODEMO.~ ~ARISTODEMO~Rapitemi all’orrenda~faccia del mio
1741 1, 2| già nostro,~meco il pianto rasciughi, e senti al pari~della noia
1742 4, 3| me s’accosti.~Giovanetta real, scelta dal Fato~a liberar
1743 5, 1| campi irto leone,~che di recente oltraggio~mediti minacciando
1744 4, 6| allor che di fortissimi recinti~si munir le città; che minacciose,~
1745 3, 5| forza ha in nobil petto:~reclamerà natura,~comanderalle imperioso
1746 5, 6| fauci Averno. Odi, io ti reco~pessimi augurii, avvisi
1747 2, 4| Crudel, ma generoso~sì; redimer mi piace~con parte del mio
1748 3, 6| cammino~come talor da rapido reflusso~rapite son le involontarie
1749 3, 1| mi comandi il Fato~o mi regga dover, sia dono o sia~necessità,
1750 2, 7| inesperto de’ mari,~pacifico reggea flutti innocenti;~né sapevano
1751 4, 2| POLICARE~Bella dea, che mi reggi,~santo amor, che mi guidi,
1752 2, 2| e già vicina~ad essermi regina,~anco obbedir. Sollecito
1753 3, 6| egualmente~l’urna fatale il regnator d’Egina.~Visse assai chi
1754 2, 7| e lasciar senza alcuna~regola poi le cose umane esposte~
1755 4, 5| gelosa materia, ove d’austera~religion si tratti, anco il sospetto~
1756 4, 1| soverchio, un’affettata~religione il darla.~Dimmi, s’Arena
1757 1, 2| peregrina fede.~ ~POLICARE~Qual reliquia di tema~restar può in te,
1758 5, 2| sta gli auguri in parte~remota ed alta, onde confermi l’
1759 5, 4| frangerà?~ ~ARISTODEMO~ Rendasi il corpo~alla pira, o soldati.
1760 5, 4| talamo infecondo,~e che dolci rendea~gli sconsolati miei sterili
1761 4, 4| di quella colpa,~che le rendeva la comune figlia.~Sfortunata
1762 3, 3| de’ miei candidi affetti,~rendi l’ossa al sepolcro e serba
1763 5, 1| tracie nevi rapida procella,~repentina ricopre~e l’armento e ’l
1764 5, 4| sfortunata, e morta viene~resa alla patria, anco riempian
1765 4, 6| dell’abisso, ed innocenti~rese le stelle, la fortuna, i
1766 5, 6| pianto, or sì, è dovuto.~Si resiste al nemico~con la forza e
1767 3, 2| crudele: avida attenda~di respirar con la sua morte Itome.~
1768 3, 5| Etna giacer perché Tifeo respiri.~ ~NUTRICE~Non sarà sì colpevol
1769 1, 1| pianti~il Ciel s’intenerì. Respiro, Amfia.~Uscì dall’urna l’
1770 1, 7| a nuovo rischio espone!~Restan gli dèi scherniti? O chiedon
1771 5, 5| mie~spirato avessi, e mi restasse questa~onorata memoria~di
1772 4, 1| patria,~bensì a Licisco. Io resterò fra queste~mura, di cui
1773 5, 1| e dal dolore~irrigidito riassume il primo~uffizio delle membra,
1774 1, 4| avite ad una patria, e tutte~ribellarle le stelle.~Costoro occultamente~
1775 2, 2| spartane,~entrar vedemmo il ribellato padre~e la figlia seguace,
1776 4, 1| che temo pur troppo~che si ribelli amor, che la natura~m’accusi
1777 5, 4| Una fanciulla serva,~di ricche vesti e non ignote adorna,~
1778 2, 2| dopo lunga e vana~diligente ricerca, usciti a vista~delle tende
1779 5, 2| Ofioneo sol resta,~che ricevendo sta gli auguri in parte~
1780 5, 7| inferno sì, ma non rifiuta~di ricevermi in sé. Non mi consegni~ad
1781 1, 6| e torna~il bene: io lo ricevo: è questo forse~altro ben,
1782 5, 1| a Policare la sposa;~ma, ricevuta in seno~altamente la piaga,
1783 4, 5| Aristodemo venne,~e me richiese e la nutrice. Esposi~a suo’
1784 2, 4| dona. In lei s’adempia~la richiesta di Febo. Ogn’altra io scuso~
1785 1, 4| punto, in cui s’adempie~la richista di Febo:~Arena di Licisco,~
1786 4, 5| ma in quel silenzio io riconobbi il padre,~e ritrovai il
1787 1, 3| cielo,~Argo anco fu per riconoscer queste~prodigiose tue caste
1788 5, 4| e nella patria terra~lo ricoprano sì, ch’uffizio alcuno~non
1789 3, 3| or ch’io la rendo tale.~E ricordati almen, s’ad altra in seno~
1790 5, 4| di Sparta assicurato,~mi ricovrai con la ferita Arena.~Ma,
1791 3, 2| elegge, or che l’eletta~si ricovrò tra le spartane genti?~ ~
1792 2, 2| Dio nemico~alla Messenia, ricovrolli il bosco,~e li difese; ch’
1793 5, 2| regno antico~il nuovo re ricuperar poi deve.~ ~TISI~Tuoni il
1794 5, 5| obbligata al mio voto~ti ricusai. Fu da te scelta Amfia,~
1795 3, 2| quel che forse darebbe,~ricusandolo, a forza.~Ma il generoso
1796 1, 4| Sparta,~sdegnosa Itome, e ricusante il giogo.~E qual terra perduta~
1797 2, 2| certo~si rende il bosco; e, ricusato il giorno~dall’ombre pertinaci,
1798 1, 2| sorte,~così piace agli dèi. Ridami intorno~il suol nei fiori;
1799 2, 7| Degli umani giudizii~spesso ride Fortuna, e ’l fin diverso~
1800 1, 4| offerse,~che il suo cor ne ridean. Né qui fermossi~l’orgoglio
1801 5, 4| omai timido ed ansio. Ella ridente,~sciolte, non so dir come,~
1802 3, 6| accesa estate~strugge i prati ridenti allor che ’l sole~egualmente
1803 5, 4| Intese Sparta~il caso mio: mi ridonò la morta~inutile per lei,
1804 5, 4| viene~resa alla patria, anco riempian l’urna~del cener caro, e
1805 4, 1| senza alcun frutto, e non riesca l’opra~un delitto del padre.~ ~
1806 5, 1| soglia; e tutto vide,~e riferì. Quindi volgendo in uso~
1807 1, 5| fu chi sospettò, chi lo riferse;~ne dubitò il Senato,~ma
1808 3, 1| mia~esposta cento volte e rifiutata~non è vittima idonea, anzi
1809 4, 1| moglie,~ch’io per figlia rifiuto, e pianger deggio,~più che
1810 3, 6| inchinare il tribunal temuto~de’ rigorosi giudici dell’ombre.~Passa
1811 1, 6| toglie~di seno alcun de’ tuo’ riguardi alteri.~ ~MEROPE~Generoso
1812 4, 1| POLICARE~Attonito ei riman, qual chi di serpe~calcata
1813 5, 2| formi, ed applauda; e non rimanga segno~che non sia lieto
1814 2, 2| stupor, vergogna~in noi rimase; e dopo lunga e vana~diligente
1815 5, 4| infelice Arena.~Attonito io rimasi; e quel bel volto~conciliossi
1816 1, 4| vittima. O che forse~nella rimasta sola~figlia d’Amfia fora
1817 3, 2| più ragion sovra un nome~rimasto solo. Ah, dubbii miei, tornate,~
1818 5, 5| sento, oimé! Già temo. Ah rimembranza~ ~ERASITEA~Se ti rammenta
1819 1, 4| sien chieste da Dite,~a cui rimessa ha la vendetta il cielo.~
1820 4, 2| orrida notte, il sacrifizio~è rimesso ad un’altra. Intanto il
1821 1, 1| agitato mar si fida ancora~di rimettersi in calma.~ ~ARISTODEMO~
1822 5, 2| misero non posso~l’aspetto rimirar, del reo non voglio.~ ~ ~
1823 4, 5| felicemente. Aristodemo~rimproverò, turbossi,~poi mostrò di
1824 5, 4| sollecitai la vergine smarrita~rincorandola spesso: in fra la tema,~
1825 1, 4| e lor drizzando i voti e rinnovando~le vittime e gl’incensi,~
1826 4, 1| salva~è la Messenia, io la rinunzio e taccio.~ ~ARISTODEMO~Che
1827 2, 6| lei, raccorrò l’ossa?~E riporrò le ceneri nell’urna,~quel
1828 5, 4| qual tuo furor ti guida~a riportar questo esecrabil capo~all’
1829 5, 4| tal ritorno;~ciò che tolsi riporto. Intese Sparta~il caso mio:
1830 5, 4| non ferma,~sicuramente sta riposta Arena.~Tu ne fosti l’autor.~ ~
1831 3, 6| voglia dubitar, non che riprenda.~Ministri, preparate~un
1832 3, 1| Tanto d’onor mi resta~che risarcisce il danno. Inutilmente~non
1833 4, 5| ciel turbato,~del volto rischiarò l’austere nubi,~e d’una
1834 5, 6| natura in tal modo e si risenta,~misera Itome, a cui sì
1835 5, 8| Messenii,~e pena più volgar riserba il Fato,~l’emula Sparta
1836 3, 1| tutte~le mie ragioni, e mi riserbo il solo~dolor che non mi
1837 5, 1| speme~temprò il dolor: né riserbò di tanta~ira precipitosa~
1838 2, 6| Una sol morte~mille vite risparmia: or se tu nieghi~timida,
1839 1, 2| del ciel, dell’evidente~rispetto di fortuna?~ ~AMFIA~Policare,
1840 1, 7| Tali ah venite a noi; così risplenda~pacifica e clemente~oggi
1841 2, 7| mensa il prato!~Il ciel non risplendea~d’immagini temute, il mar
1842 5, 6| segni,~e muggendo la terra~risponde al ciel. Tremano i tempii
1843 5, 1| dolse.~Con un gemito sol rispose all’empio~fremer del padre;
1844 4, 1| ode.~ ~ARISTODEMO~Han già risposto i dèi.~ ~POLICARE~Non sono
1845 4, 3| l’antiche colpe lavi,~e ristori la patria, io già con grande~
1846 2, 1| flutti. Un color solo~non ritenne, o un aspetto,~ma qual iride
1847 2, 5| Fortuna. Io non ricuso~di ritentarla.~ ~ARISTODEMO~Invidiata
1848 2, 5| sono~gli dèi che inviti a ritornarsi a noi?~Qual pietoso spettacolo
1849 2, 1| col sangue vomitò l’alma ritrosa.~Nella vittima aperta~più
1850 4, 5| io riconobbi il padre,~e ritrovai il consorte. Una sua grave~
1851 1, 4| degli anni~andar bendata a ritrovar la scure;~grande è ’l lutto
1852 5, 1| la plebe~contro di lui, ritrovator infausto~di funesta bugia:
1853 5, 1| virginal. L’utero casto,~e voto ritrovò, senz’altri segni~che gli
1854 1, 4| del protetto fierissimo rivale.~Stava accampato lo spartano
1855 5, 8| giorno espugni~gli odiati rivali; alla ruina~l’invidia aggiunta.
1856 3, 3| sperai. Non sull’erbose~rive del pigro Lete~teco fra
1857 5, 4| è paterno?~ ~LICISCO~ Io rivelarti~deggio cose occultissime,
1858 1, 4| occultamente~tolte le note e riverite insegne,~di cui sogliono
1859 5, 1| i moribondi lumi~in lui rivolti, ed osservato quale~il sacerdote
1860 4, 2| Oh fondamenti validi e robusti~d’una lodevol macchina d’
1861 5, 8| parlò, non gemé: diede il romore~segno della caduta. Indarno
1862 2, 5| le leggi; e furioso~non rompi il dolce vincolo d’amore.~
1863 4, 6| colpevol ferro,~e non senza rossor della natura,~quel mostro
1864 5, 2| augello~placide e larghe rote~formi, ed applauda; e non
1865 1, 2| vo’ le concepite preci.~Rotin gli astri innocenti al mondo,
1866 4, 2| sacra bipenne. E s’anco rotto~il fren religioso, Aristodemo~
1867 2, 7| felici quei primi uomini rozzi,~a cui davano gli antri
1868 2, 7| mansueti,~e ne’ principii suoi rozzo l’Inferno.~La terra, che
1869 4, 1| È vero,~ch’i tuo’ doni rubai, ma non già prima,~che dichiarati
1870 4, 1| donarti io volea; me lo rubasti,~e fu abusato il don: perduto
1871 5, 4| CORO~Trovi la figlia prima~rubata a’ dèi, tolta alla patria;
1872 1, 4| stanno~giacendo miserabili ruine~d’abbattuti edifizii, onde
1873 1, 4| forse~di crederci perdenti.~Ruinò le cittadi, arse le ville,~
1874 2, 6| che tu crollassi ancor le ruinose~misere mie speranze.~ ~TISI~
1875 1, 7| tutto abbatte,~e seco tragge ruinoso al fondo.~Ma che? Trascurerà
1876 3, 6| Sotto al selvoso Tenaro una rupe~s’apre in negra voragine,
1877 5, 1| custodita, i sacri~vincoli ruppe; violò le porte,~fugò i
1878 4, 6| Megera;~quant’è, quanto sa farsi orrida, vegna,~e di
1879 4, 3| OFIONEO, MEROPE.~CORO de’ sacerdoti che non parla.~ ~OFIONEO~
1880 5, 2| vergine la figlia,~e pria sacrata a’ dèi d’Averno, stima~ben
1881 4, 6| quando profanaste~le are sacrate.~Torna all’usate - lagrime,
1882 3, 2| ossa.~Con sì vasto apparato~sacrificar si deve ostia sì grande.~ ~
1883 2, 4| un cambio eguale.~Ha da sacrificarsi una fanciulla~del sangue
1884 1, 2| la sorte elesse~Arena al sacrificio?~ ~AMFIA~O che sien queste~
1885 1, 4| Non così tosto apparve~la sacrilega coppia, ancorché bella,~
1886 2, 2| seguimmo, e minacciando pure~di saettar le fuggitive terga,~rapidamente
1887 5, 6| profanato~dall’ira tua. Fu saettata Arena~in pena della fuga,
1888 1, 4| Licisco,~Merope, e tu lo sai, d’Aristodemo.~L’altre d’
1889 1, 3| d’Argo, odi i miei voti:~salgano a te dell’amor mio sull’
1890 1, 7| il canto.~ ~CORO~Mentre salgono al ciel fumi odorati,~e
1891 2, 5| ARISTODEMO~Io non pretendo~di salirvi così. Più cauta, Amfia;~
1892 1, 1| tenerissimo affetto,~pur saliste nel Ciel co’ miei sospiri,~
1893 4, 1| re, ché re fra poco~de’ salutarti Itome, udii più volte~dalla
1894 4, 1| Inutilmente.~ ~ARISTODEMO~Salvandosi la patria?~ ~POLICARE~Tu
1895 4, 1| è menzogna~di costui per salvarla? Io sono offeso,~ancor se
1896 3, 3| mille applausi~d’un popolo salvato, e vuoi ch’io fugga?~Tu,
1897 4, 1| Aristodemo è salvo.~ ~ARISTODEMO~Salvisi pur la patria. E tu, garzone,~
1898 1, 3| Giuno ed Amor. Gran dea di Samo~e d’Argo, odi i miei voti:~
1899 2, 1| mista~di bionde note, ed or sanguigna, alfine~in tenebre fuggìa.
1900 1, 2| veleno a mensa infida~di sanguigno tiranno;~e se di scelerato
1901 2, 1| prostrato bue~alza dal suol le sanguinose membra,~e vacillando in
1902 2, 3| svelga i pegni dolci. O santa pace~delle capanne, intorno
1903 1, 7| mare.~Pace spirin le chiare~sante faci ledee: miri benigno,~
1904 4, 2| Bella dea, che mi reggi,~santo amor, che mi guidi, ah sostenete~
1905 2, 7| non sì orrendi e nocivi~sapea temprar i fulmini Vulcano,~
1906 2, 7| reggea flutti innocenti;~né sapevano i venti~turbar le calme
1907 2, 7| Messenia almeno!~ ~CORO~O sapienza eterna di natura,~che dai
1908 2, 6| sacrifizio. Oimé, bisogna~che sappia di morir l’ostia che muore.~
1909 3, 3| tu non m’ami.~Testificar saprò ben io la fede~e l’amor
1910 | saran
1911 | saranno
1912 | saresti
1913 | sarete
1914 3, 5| conducesse il fine,~quanto sarìa Policare infelice!~ ~NUTRICE~
1915 1, 7| ceda~l’ombrosa Amicla alla sassosa Itome;~lascia l’Eurota,
1916 2, 7| regno non anco~discacciato Saturno,~non insegnava ad usurparsi
1917 2, 6| ah troppo, ch’io sono~a saziar la rabbia delle stelle~col
1918 5, 8| turba mesta~delle matrone sbigottite esclama~appiè de’ numi sordi,
1919 5, 4| ’l moto~tardi portasse a’ sbigottiti sensi~la notizia del mal.
1920 1, 6| questo~rigor con la natura,~e scacciar ostinata il dolce nome~e ’
1921 1, 2| di spada.~Nessun foco più scagli~l’irata man di Giove;~portino
1922 1, 5| e di cedere a’ dèi, ma, scaltro, aggiunse~la seconda menzogna
1923 4, 3| d’affetto alcun l’anima scarca.~L’ora fatal s’accosta:
1924 1, 7| conservar i fuggitivi doni!~Sceglie la sorte Arena,~e Merope
1925 5, 6| dèi finalmente~dalla tua sceleraggine fugati.~Piange però Messenia;
1926 3, 2| coloro,~ed io misero spargo~scelerate querele, empie rampogne,~
1927 1, 4| fanciulla epitida, matura~scelga la sorte, e s’offerisca
1928 1, 7| d’arcieri nostri, a cui~scelsi i destrier più rapidi, che
1929 1, 7| in mar feroce~ad appianar scendete,~auree stelle di pace a’
1930 5, 4| sua vece ad Acheronte è scesa,~e se conferma il sacrifizio
1931 5, 3| io pendo~dal moto loro? È sceso~dalle cime del monte,~Messenii,
1932 5, 5| pietà delusa,~o prudenza schernita! Ah, fosse almeno~per te
1933 4, 6| fortuna, l’uom forte;~né, se schiudeva l’Erebo i suoi mostri,~domar
1934 4, 2| conosco ben l’anima altera e schiva;~ma vieta Ofioneo ch’altri
1935 1, 5| POLICARE~I’ temo~qualche sciagura orribile.~ ~MESSO~Licisco,~
1936 4, 6| degli scorni miei, di mie sciagure~l’infelice cagion non ti
1937 2, 7| colpo?~ ~AMFIA~Ah, moribonde~scintille di speranza! Ah, di pietoso~
1938 5, 1| gelida Ircania? o la feroce~Scizia più tosto? o s’altro è più
1939 3, 3| assolvo,~ed assolvo Fortuna.~Scompagnata da me tu non vedrai,~Merope,
1940 5, 6| Tremano i tempii e l’urne~si scompongon de’ morti. Ulula il bosco~
1941 5, 5| Messenii,~tu mi lasciasti sconsolata e grave~il sen di quasi
1942 5, 4| e che dolci rendea~gli sconsolati miei sterili giorni.~ ~CORO~
1943 5, 5| il padre;~la madre è già scoperta. O figlia, o invano~nascosta
1944 5, 4| celata~la vittima agli dèi? Scoprila, al fine,~dall’infami latebre
1945 5, 4| CORO~Chiamisi. O Dio! che scoprirà Licisco?~ ~LICISCO~Messenii,
1946 4, 6| fu allora appunto,~che scoprironsi i re, che la Fortuna,~dividendo
1947 5, 5| lutto in breve fia s’io scopro il padre;~la madre è già
1948 1, 6| vita, le fortune,~cose o scordate o non amare almeno~nel pensier
1949 4, 6| che per te feci,~ma degli scorni miei, di mie sciagure~l’
1950 1, 2| sereni i giorni.~Per voi scorra Pattolo e tinga Sparta~di
1951 1, 6| non so già se porti~dallo scorso periglio~qualche men grata
1952 1, 4| giogo, ed altrettante ha scosso~il verno dalla chioma;~e
1953 4, 5| vita, il mondo, io non mi scosto. Andiamo.~ ~ ~
1954 3, 6| Orco alla magion capace.~Scote a tutti egualmente~l’urna
1955 2, 1| sangue,~né sorgea capo alcun: scotea le fibre~alto tremor. Sparse
1956 5, 5| Patria. Io son più rea,~più scusabile Amfia. Feci la strada,~Amfia
1957 2, 4| richiesta di Febo. Ogn’altra io scuso~per innocenza d’anni;~le
1958 2, 7| stesso Giove, e nutrir gare e sdegni.~O allor quando diviso~in
1959 4, 6| Una sol’onta - così lungo sdegnio~dunque produce!~O di Polluce -
1960 4, 6| ingordigia il mondo vasto,~sdegnò i primi confini,~e col ferro
1961 1, 4| in noi: fastosa Sparta,~sdegnosa Itome, e ricusante il giogo.~
1962 5, 5| altra~sorte d’affanno mi seccò le luci~e mi stagnò le lagrime
1963 5, 8| misfatto, e commise anco il secondo.~S’abbandonò su quella stessa
1964 3, 3| Il tuo corpo mi piacque,~sede d’una bell’anima; e fin
1965 1, 6| anime distinta~l’ombra mia segnalata ita sarebbe~maggior dell’
1966 1, 4| dianzi~morto in battaglia è segnalato il caso,~ma in sé non ha
1967 4, 6| CORO~Pera chi prima~dalle segrete viscere de’ monti~il già
1968 1, 4| pace.~ ~POLICARE~I suo’ segreti il Fato~in notte profondissima
1969 2, 2| dal crine,~prima fuggìa: seguia Licisco, e dietro~un giovanetto
1970 2, 2| corridor spingea.~Noi lo seguimmo, e minacciando pure~di saettar
1971 3, 3| mio volto.~A che dunque seguir quel che men prezzi?~ ~POLICARE~
1972 3, 4| non andrai. Fra poco~ti seguirò nell’Erebo. O spietato~padre!
1973 3, 3| se niuna,~la farei per seguirti. O vuoi compagno~o vuoi
1974 5, 8| poiché dannò sé stesso; io seguitai.~Entrò l’infausta sanguinosa
1975 2, 2| sentì la schiera vostra~nel seguitar Licisco.~ ~SOLDATO~O donna
1976 5, 5| lagrime nel petto.~Pensai di seguitarti; e mi trattenne~l’orror
1977 5, 5| nelle patrie stanze o nelle selve~è sacrifizio, ecco placato
1978 3, 6| il fine.~ ~CORO~Sotto al selvoso Tenaro una rupe~s’apre in
1979 3, 3| Io così vile,~crudel, ti sembro? E tal m’amasti? e tale~
1980 1, 3| se non avessi~foco nel sen. Dunque la fiamma è pari.~ ~
1981 1, 4| Merope, e d’Arena,~in cui si sente vivamente il danno,~e che
1982 2, 2| narrami quanto~Oprò, vide o sentì la schiera vostra~nel seguitar
1983 4, 1| garzone,~cui per cieco sentier guida un più cieco~che giusto
1984 5, 1| funesto! A noi conviene~prima sentir del provocato cielo~l’ira
1985 3, 3| morte~congiunger non ci può. Separa morte~le basse, e non l’
1986 5, 5| dolore.~Non sarai solo a seppellir le care~ceneri della figlia.
1987 4, 1| stelle.~ ~ARISTODEMO~O te la serbi il fato,~o la pietà di qualche
1988 2, 1| vittime, incensi e preghi,~né serena la fiamma al Ciel drizzossi~
1989 2, 1| incerta, ottusa e fiacca,~gì serpendo all’intorno e d’atro fumo~
1990 4, 6| condannata a passar, flutto servile,~o levata al primiero~moto
1991 5, 8| pallido gregge inerme~la servitù attendesse~o dalla sorte
1992 1, 4| teco stesso,~se la fronte severa il cor m’esprime,~tacitamente
1993 4, 5| sacra~ov’ella è custodita~severamente ogni persona esclude,~né
1994 4, 2| indegno è questo mezzo~di tua severità. Cangerà nome~la colpa,
1995 1, 4| E di che giusto sdegno~sfavillò tra le stelle~il bell’astro
1996 3, 6| OFIONEO.~ ~OFIONEO~Oh come sferza i rapidi destrieri~per tuffarsi
1997 5, 1| dovea trarli di vita.~Noi la sforzammo. È dell’affetto nostro~opra
1998 3, 3| umana legge ad obbedir ti sforzi.~Vive Arena pur anco,~in
1999 2, 6| la patria, onor severo~ti sgridano altamente. Una sol morte~
2000 | siamo
2001 2, 5| innocente in pace il rogo,~e sieda in ozio Itome~a sì fiero
2002 | sieno
2003 1, 4| detestarlo. Solo~Ofioneo significò pur dianzi~ciò che ogn’altro
2004 1, 6| MEROPE.~ ~NUTRICE~Figlia e signora, è vero:~sempre è bella
2005 3, 1| tua patria e ti prepara~simolacri perenni, eterni onori,~sempre
2006 1, 4| di cui sogliono ornarsi~i simulacri di que’ numi appunto,~sopra
2007 5, 1| infelice delitto. Aristodemo~simulò di placarsi~a quella miserabile
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