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Carlo de’ Dottori
Aristodemo

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abban-conse | consi-immer | immob-penet | penit-simul | sinch-xanto

                                                    grassetto = Testo principale
     Atto, Scena                                    grigio = Testo di commento
2008 | sinché 2009 5, 2| TISI~Tuoni il ciel da sinistra, e pesereni~campi dell’ 2010 | sinora 2011 5, 7| sovra il capo~m’oda rotar di Sisifo il macigno,~volgersi l’orbe 2012 5, 4| sospirando~sollecitai la vergine smarrita~rincorandola spesso: in 2013 3, 2| sacerdote;~violerò la pompa;~smorzerò con l’altrui, col sangue 2014 1, 4| infuriato~implora in suo soccorso uomini e dèi.~Niega che 2015 4, 3| eguale o di leggera~pena si soddisfaccia, io piego il collo~ubbidiente 2016 5, 1| punir la propria colpa,~e soddisfar l’ombra ingannata, e farsi~ 2017 2, 5| placati~gli dèi saranno e soddisfatto Averno?~ ~ARISTODEMO~Donna, 2018 2, 6| preziosi del messenio impero?~Sofferirai che spenga~la nostra gloria 2019 5, 3| vuol, terra o inferno?~Mi soffre il cielo, o m’abborrisce? 2020 2, 5| nomi già dolci! O Dio, tu soffri~l’orribil faccia d’un pensier 2021 5, 1| occultamente a quella~mal custodita soglia; e tutto vide,~e riferì. 2022 1, 4| riverite insegne,~di cui sogliono ornarsi~i simulacri di que’ 2023 5, 4| ARISTODEMO~Favole inette,~egizi sogni: il padre~qual è d’Arena? 2024 5, 3| pavento? Forse~fu illusion, fu sogno, e vano parto~della mente 2025 5, 6| fulmine, che frange~i più solidi marmi;~l’ira del Ciel si 2026 5, 4| al sangue; e sospirando~sollecitai la vergine smarrita~rincorandola 2027 1, 7| Ite, allentate i freni,~sollecitate ai corridori il fianco~e 2028 4, 6| perdono.~Orribile furor, sollecitato~da scherniti Messenii, a 2029 2, 3| di Fortuna!~Le speranze sollecite, i timori~gelati errando 2030 2, 2| essermi regina,~anco obbedir. Sollecito e spedito~di Licisco seguì 2031 4, 1| al Destino.~Deh, tu non sollevar gli affetti miei~a gran 2032 3, 3| priego)~deplori queste tue somme bellezze,~ch’io perdo eternamente, 2033 4, 1| ombre nocenti.~Maggior fallo sommerge~la memoria del vostro. Ira 2034 5, 7| luci mie più grato aspetto.~Sommergete nel caos, che prima diede~ 2035 5, 1| caso, nel maggiore~lutto sommersa della figlia, e intenta~ 2036 2, 3| profondo~abisso del destin sommersi arcani,~venerandi però! 2037 3, 1| e poco lunge~regna da’ sommi dèi.~ ~ ~ 2038 1, 2| terra~sia volto sol dalle sonore incudi;~e si perda non pur 2039 1, 7| eterea, e vieni.~Diano i sonori freni~segno della venuta, 2040 5, 1| ozioso Giove~o irresoluto le sopporta? Forse~il desio del castigo 2041 4, 6| libica serpe,~né trascinato a sopportar il giorno~Cerbero vomitò 2042 3, 4| l misfatto atrocissimo sopporti!~ ~ ~ 2043 1, 2| contento,~che forastiero sopraggiunge e ignoto~all’anima abbattuta 2044 2, 7| cibi non compri~il pino, il sorbo, e lieta mensa il prato!~ 2045 5, 8| sbigottite esclama~appiè de’ numi sordi, e bagna indarno~d’amaro 2046 2, 1| ascose il cor nel sangue,~né sorgea capo alcun: scotea le fibre~ 2047 1, 2| intumidì per nuova pioggia, e sorse~col corno a minacciar gli 2048 3, 3| sorte. A te non tocca~non sortita cader. Non ti condanna~chi 2049 4, 5| libera la fanciulla, o ne sospende~il sacrifizio. Ecco le donne. 2050 4, 5| della bugiarda nuova,~ed è sospeso il sacrifizio. Attendo~sorte 2051 4, 6| cui si rende~la nostra sospetta,~che lo stesso indovin pur 2052 3, 2| temo nel padre.~Tutti sono sospetti,~genitor, patria e dèi.~ 2053 1, 5| Itome.~ ~MESSO~Pur fu chi sospettò, chi lo riferse;~ne dubitò 2054 1, 2| caliginosa nebbia~di cure sospettose. Ah, ch’io non odo~senza 2055 5, 4| occhio geloso al sangue; e sospirando~sollecitai la vergine smarrita~ 2056 1, 1| saliste nel Ciel co’ miei sospiri,~pur trovaste pietà: Merope 2057 3, 3| assolse. E tu vorrai la vece~sostener d’una vittima fuggita,~incerta 2058 4, 2| santo amor, che mi guidi, ah sostenete~il principio felice~di sì 2059 3, 5| lingua è men feroce il core.~Sosterrà mille morti~pria che parlar 2060 1, 5| si credea. Mi fu commesso~sottrarne il ver. Vera è la fuga, 2061 1, 4| vinse col fato, anzi ammirò sovente~le sue vittorie, in forse~ 2062 4, 3| ben veggio~regnar omai di sovrumana forza~ammirabil indizii. 2063 5, 6| non devi~dallo spietato sovversor fatale.~ ~CORO~Or sì, lecito 2064 2, 3| cinta dal muro forse e dalle spade~del feroce nemico,~e sola 2065 4, 5| città con cento lingue, e spande~garrula il fatto. Il romor 2066 5, 4| nostro ottenne.~Un ch’io spargea voti~ nel tempio di Giuno, 2067 1, 2| patria, e di noi degne~qui sparger vo’ le concepite preci.~ 2068 5, 8| compagno. Un gran dolore~gode spargersi in molti. Ah, non son queste~ 2069 1, 7| amicleo, fanciulle, intanto~spargete incensi e cominciate il 2070 3, 2| Parton coloro,~ed io misero spargo~scelerate querele, empie 2071 1, 1| io mi parto. Oh come ha sparsa~del sereno del cor la fronte! 2072 4, 3| cipresso fermate~sui crini sparsi; e tale a me s’accosti.~ 2073 4, 4| avanzato al furor della spartana~emula spada ha da versarsi 2074 5, 3| con orrendi prodigi~mi spaventa l’inferno, e dagli augurii~ 2075 1, 2| Merope di rischio, io di spavento;~e tu, fatto già nostro,~ 2076 2, 6| messenio impero?~Sofferirai che spenga~la nostra gloria il fier 2077 5, 2| Itome?~ ~CORO~Approva, e spera. Ofioneo sol resta,~che 2078 3, 5| si tarda?~Chi nulla può sperar, nulla disperi.~ ~NUTRICE~ 2079 4, 1| gran Giove itomeo, quando sperasse~il credulo nemico~di trovar 2080 4, 4| sua, che toglie a noi~la sperata salute, a forza toglie~la 2081 2, 6| nell’urna,~quel ch’io da lei sperava,~offizio di pietà, ch’era 2082 1, 4| lagrime dovute; e poi si speri.~ ~TISI~Certo non ha mai 2083 2, 1| e le temeva.~ ~NUTRICE~Spesse volte al caso~un facile 2084 2, 5| preservata pur dianzi, e spettatori~gli dèi chiama dell’opra?~ 2085 5, 8| ciel, s’agli occhi tuoi~spiace Messenia, e ’l nome nostro 2086 2, 2| tutta briglia il corridor spingea.~Noi lo seguimmo, e minacciando 2087 1, 4| so qual furor gli animi spinse~di Panormo e Gonippo,~giovani 2088 4, 1| volta i sassi, e da cui spinsi~l’audace assalitor con queste 2089 5, 5| sacerdote, nelle braccia mie~spirato avessi, e mi restasse questa~ 2090 1, 7| affaticate il mare.~Pace spirin le chiare~sante faci ledee: 2091 1, 2| sul crin rose e ligustri,~spirino intorno a me l’aurette molli~ 2092 5, 1| NUTRICE~Se raccolgo gli spiriti, se ’l corpo~dall’orror 2093 2, 7| ella parte. Oh qual feroce~spirito infiamma il volto! Oh quanti 2094 5, 4| queste~mani pietose, in cui~spirò la sfortunata, e morta viene~ 2095 1, 3| del Caspe~così notturna splende,~ch’all’apparir dell’alba~ 2096 2, 7| Non s’armava Orion, né splendea l’Orsa,~né la Pleiade acquosa 2097 1, 2| estiva,~e quante volte nasce~splendido e cerca nutrimento e regno,~ 2098 1, 3| immagini di quelle,~che splendono lassù: ne si potea~senz’ 2099 5, 1| trovata giacer tra brune spoglie~l’impallidita e tacita fanciulla,~ 2100 1, 7| fronde.~O quali in sulle sponde~del patrio Eurota, o del 2101 5, 4| violenza ingiusta.~Torni spontanea e immobilmente attenda,~ 2102 3, 6| arrendevol Dite.~Virtù che sprezza morte~dopo morte è sicura. 2103 1, 2| maggiore,~cerca chi lo riceva,~spuma sul margo e quasi il margo 2104 4, 6| vivace, impaludarsi in una~squallida fossa, onda negletta e bruna;~ 2105 5, 3| quelle ch’agli occhi miei squallide ed irte~momentanee offerì 2106 per | cittadini messenii~CORO stabile di donne messenie.~ ~La 2107 1, 7| stelle di pace a’ naviganti.~Stagnansi i flutti erranti,~fuggon 2108 4, 3| o le soglie di Dite~o lo stagno fatal dai giuramenti~consacrato 2109 5, 5| affanno mi seccò le luci~e mi stagnò le lagrime nel petto.~Pensai 2110 5, 3| Piacemi. I casi nostri~stancano la fortuna,~affaticano il 2111 1, 1| concitar l’odio del volgo,~e stancar la pazienza~dell’oppresso 2112 2, 5| cederò questa vita omai stancata~da lunghi mali. Aristodemo, 2113 2, 1| un breve~furioso rotar, stanco, a gran pena~col sangue 2114 | stanno 2115 5, 8| l nome nostro abborri,~stendi le mura al pian d’Itome, 2116 5, 5| madri,~io prima il capo mio stendo alla scure.~ ~CORO~O che 2117 1, 4| deserte ville,~Andania furo, Steniclero, Amfia,~città fastose, or 2118 3, 6| onda pallida e grave.~Di steril felce e di funebre tasso~ 2119 | stesse 2120 3, 6| mortal. Veder bisogna~la stigia notte e ’l mesto~fin delle 2121 1, 2| trovar nel mio, senza che stilla~ne bea mal nota o peregrina 2122 4, 6| contaminar le parti intatte~stillò dalle corrotte empio veleno,~ 2123 1, 2| breve~Merope mia; la più stimata parte~del nostro amor; nobilitato 2124 4, 3| liberata Itome.~O che mi stimi il Cielo~prezzo al debito 2125 4, 4| Aristodemo?~ ~CORO~Egli stimò la figlia~sinora intatta. 2126 3, 6| stessa via facile e china;~e stimolate son l’ombre al cammino~come 2127 5, 8| pianto le marmoree basi.~Costimoli dell’uno~l’altro duol si 2128 3, 2| interessati Epitidi, il possente~stimolo di regnar temo nel padre.~ 2129 4, 6| gare, e quindi l’armi,~le stragi, le rapine,~e da turbine 2130 5, 4| Chi riconosce~di voi lo stral? Chi di sì certo colpo,~ 2131 2, 7| AMFIA, TISI.~ ~AMFIA~Udite strana legge,~che mi porge e mi 2132 5, 2| TISI, CORO~ ~TISI~O di che strani, o di che fieri eventi~miseramente 2133 3, 6| religioso e grande.~Oh con che stranio rito~plachiam gli dèi! Sono 2134 1, 5| Fuggito è seco.~ ~TISI~Oh stravaganza!~ ~POLICARE~I’ temo~qualche 2135 4, 5| ora, e Morte~l’avran più strettamente persuasa,~e materia più 2136 2, 5| nostra. Io d’aspra fune~le stringerò le molli braccia al tergo;~ 2137 5, 4| corso,~fu da questa, ch’io stringo, infausta canna~trafitta 2138 5, 4| fu quest’atto,~ch’affatto strinse il vincolo fra noi~di figliuola 2139 4, 6| l’ingegno umano appunto~stromento alla vendetta,~che ’l rigor 2140 3, 6| caldo vapor d’accesa estate~strugge i prati ridenti allor che 2141 4, 1| dello scettro, appunto~lo studio generoso. Or quale un padre~ 2142 1, 4| coppia, ancorché bella,~che stupefatto il popolo d’Eurota~chiamò 2143 1, 4| minori. E qualche volta~stupì fortuna, e diede luogo a 2144 2, 1| in su mal fermi passi~gli stupidi ministri urta col corno.~ 2145 2, 2| libertà del bosco.~Sdegno, stupor, vergogna~in noi rimase; 2146 1, 4| vittima scelta sia, qual re succeda.~Quindi piange Licisco, 2147 1, 4| implacabil nemico: a cui successe,~di fama impari e di bellezze, 2148 4, 5| voti miei~corrisponde il successo!~ ~AMFIA~Or tu mi narra~ 2149 1, 2| piante.~Di nessun mortal succo~crescan tumide l’erbe, e 2150 5, 6| Giove, e del delubro antico~sudano i marmi. O che precedan 2151 1, 4| Aristodemo e Dami,~mendicando suffragi,~contendono del regno:~sta 2152 3, 6| giglio moribondo, e come~sugge fervido sol l’ostro alle 2153 1, 4| s’onora il nome~del tuo suocero illustre or nella moglie,~ 2154 1, 7| Cillaro può dica percosso il suolo.~ Voi Nettuno ammirò del 2155 3, 3| freddi baci,~sterili, e senza suon nudrir un muto~e vano amor 2156 1, 7| nudasti~prima, e di piombo ti suonò la destra.~Né men nobil 2157 1, 7| ai corridori il fianco~e superate le saette e i venti.~Ritornate 2158 2, 3| solo per le città. Per le superbe~porte de’ re non entra il 2159 1, 4| Ledeo? Stanchi alla fine,~e superbi dell’opra,~ma profani, ma 2160 4, 6| supremi,~avvilì gli uni e in superbì negli altri.~Quindi gli 2161 4, 4| sua patria?~Che furor, che superbia infruttuosa,~che violenza 2162 5, 4| prezioso don di sacra mano,~che suppliva ai difetti~del talamo infecondo,~ 2163 1, 5| protestato invano~d’esser padre supposto,~partì dolente e disse~d’ 2164 4, 6| dividendo dagl’infimi i supremi,~avvilì gli uni e in superbì 2165 1, 3| e nel sereno~ben tosto svanirà. Neve del Caspe~così notturna 2166 2, 4| altrove la fronte. Oggi mi svelgo~il cor dal sen: Merope dono 2167 5, 1| sepolto: come allor che svelle~dalle cime de’ monti~le 2168 1, 4| sì profonde e forti,~che sveller non si può, se non si perde~ 2169 5, 4| concesso il rogo~a questa sventurata~vittima di Fortuna. Io piango 2170 1, 1| Noto o Volturno;~ma, benché taccia il vento,~serba l’onda i 2171 4, 1| Messenia, io la rinunzio e taccio.~ ~ARISTODEMO~Che senti, 2172 4, 3| accosta: e tu per breve~spazio tacendo in separata stanza~ti devi 2173 4, 1| ARISTODEMO~Augure infausto, taci.~ ~POLICARE~Aristodemo,~ 2174 1, 4| severa il cor m’esprime,~tacitamente ne discorri.~ ~TISI~È certo~ 2175 3, 6| Pronto è ’l nocchier per lei, tacito il cane,~pio Radamanto ed 2176 3, 6| l’ombre al cammino~come talor da rapido reflusso~rapite 2177 1, 4| contro l’umana gente~l’ire tarde del ciel, levar le sacre~ 2178 5, 6| impaziente~vittima nuova il re tartareo chiede,~instano i numi offesi, 2179 3, 6| steril felce e di funebre tasso~coronate le tempie, e d’ 2180 3, 2| sì gran sacrifizio ampio teatro;~arda la man di Giove~questa 2181 1, 2| dal rogo mesto alle felici tede.~ ~AMFIA~Merope torni dal 2182 1, 3| appresso~la celeste pietà. Temé Fortuna~d’offender tua virtù, 2183 1, 4| profondissima ricopre.~Né pensier temerario, ancorch’i segni~vegga d’ 2184 3, 2| volentier torrei, Fortuna,~a temerti di nuovo! A te non resta~ 2185 2, 1| stava il sacerdote,~e le temeva.~ ~NUTRICE~Spesse volte 2186 3, 6| funebre tasso~coronate le tempie, e d’atre bende.~Mostrin 2187 5, 3| osserva diligente ancora.~Tempra il duolo, signor: non vario 2188 2, 7| sì orrendi e nocivi~sapea temprar i fulmini Vulcano,~e con 2189 4, 1| Aristodemo? A questi colpitemprato il tuo seno? Ardito ha tanto~ 2190 2, 7| imbiondi, ora s’invecchi e tempri~le forze sue men vigoroso 2191 5, 1| cadesse; e con la speme~temprò il dolor: né riserbò di 2192 2, 7| non risplendea~d’immagini temute, il mar tacea,~stava chiuso 2193 1, 6| maggior dell’altre alle tenarie vie.~ ~NUTRICE~Figlia, termina 2194 3, 6| CORO~Sotto al selvoso Tenaro una rupe~s’apre in negra 2195 4, 3| notte: ora più grata~a’ tenebrosi dèi del muto Averno.~ ~ ~ 2196 1, 7| sensocieco, è sordo, e tenebroso il calle~dell’umana prudenza. 2197 5, 1| inaspettato fosse,~con la tenera man coprissi il volto~per 2198 3, 3| dell’arabe fragranze;~e coteneri uffizii,~deh, per pietà 2199 1, 1| di Merope, e del nostro~tenerissimo affetto,~pur saliste nel 2200 1, 2| dall’onde.~Licisco è padre tenero, e non guarda~a mentir della 2201 1, 7| uso~all’oltraggio de’ remi~tentar ignoti e formidandi casi.~ 2202 3, 3| abbandono. Ah, cessa,~Merope, di tentarmi. Ah, non si cerchi~con importuni 2203 3, 3| dolore?~Merope, o tu mi tenti, o tu non m’ami.~Testificar 2204 1, 7| allor che sciolte~delle tepide etesie al fiato estivo~le 2205 1, 4| tempio d’Ercole il senato~per terminar qual fra le poche e meste~ 2206 2, 1| e non distingue alcuno~terminato confin tra l’ostro e ’l 2207 5, 4| non le nieghi la tomba.~Termini l’ira vostra~con la sua 2208 5, 6| assorbe il mare,~o divora il terren, che pianger puoi~la tua 2209 4, 3| Però ti spoglia~delle cure terrene, e i sensi acqueta.~E s’ 2210 4, 2| pura vada~e più lontana da terreni affetti~alla sacra bipenne. 2211 4, 4| io consegnai~a custodie terribili d’Abisso:~Merope or com’ 2212 2, 1| parli, a me non porge~questo terror. Gli stessi dèi pavento~ 2213 1, 1| fiori eletti~Merope mia vi tesserà corone?~ ~ARISTODEMO~Ma 2214 3, 3| mi tenti, o tu non m’ami.~Testificar saprò ben io la fede~e l’ 2215 4, 1| Merope è tua. Son tutti~testimoni per me gli uomini e i dèi,~ 2216 5, 7| Furie, o Mostri,~e renda il tetro carcere dell’ombre~a queste 2217 5, 8| pian d’Itome, abbatti~i tetti nostri, e giaccia~nel cener 2218 3, 5| peso~d’Etna giacer perché Tifeo respiri.~ ~NUTRICE~Non sarà 2219 5, 8| lacerò la figlia;~e qual tigre funesta il guardo acceso~ 2220 2, 6| risparmia: or se tu nieghi~timida, non è questo~un tradir 2221 5, 4| conobbi; omai geloso,~omai timido ed ansio. Ella ridente,~ 2222 1, 2| sien queste~reliquie del timore,~o d’animo presago~(il che 2223 2, 3| sonno mai~se non chiamato; e timoroso passa~fra gli armati custodi. 2224 1, 7| clemente~oggi a Messenia la tindarea stella.~Cessi omai la procella,~ 2225 1, 2| Per voi scorra Pattolo e tinga Sparta~di porpora le lane;~ 2226 1, 4| offerisca a Dite~quando più tinge il ciel la notte oscura».~ 2227 5, 4| speranza e ’l dolor. Corse tingendo~i fior d’ostro vivace,~e 2228 4, 1| tua: non ti si niega~con titoloegregio. E poi ch’è tolto~ 2229 2, 7| acquosa o ’l Cane estivo.~Tizio non occupava~con l’ampie 2230 3, 3| non deve~teco perir. Se mi toccasse, o dèi,~un rogo istesso, 2231 3, 6| rose.~Non è , che non toglia~a beltà qualche spoglia.~ 2232 4, 1| pria delle nozze? Il mio togliesti, e quello~che donarti io 2233 1, 2| d’animo presago~(il che tolgan gli dèi) segni infelici,~ 2234 4, 6| acciar le membra ignude,~tollerò prima il domator Lapita,~ 2235 5, 7| crudele~error poco vi rende, e tolse molto;~ma non è poco. Un 2236 2, 7| arbitrio è mio. Mi si può tor la vita,~ma non la morte.~ ~ 2237 1, 2| dolore:~così nel discacciar torbida notte~tutto non esce il 2238 2, 1| intorno e d’atro fumo~sparse torbidi flutti. Un color solo~non 2239 1, 5| difendano i Messenii~in sì torbido giorno. Oh che sventure!~ 2240 5, 2| difesa l’altrui fallo, e torce~la colpa nell’autor, ch’ 2241 3, 4| è questo di fortuna; il tormi prima~la libertà. Forse 2242 1, 4| L’opra eseguita, in breve~tornai da Delfo; infausto nunzio 2243 3, 6| dal castigo la colpa.~Così tornan li dèi. Sorge da questa~ 2244 3, 2| dubbii miei, tornate,~se tornar più si può. Nel mortal vaso~ 2245 2, 2| impresa~e difficile e grande,~torniam dolenti ad avvisarne Itome.~ ~ 2246 2, 1| questo è poco.~Non cadde il toro al primo colpo esangue,~ 2247 3, 2| certo.~Oh quanto volentier torrei, Fortuna,~a temerti di nuovo! 2248 5, 1| sia data, o ch’io~me la torrò. Chi mi rapisce, o venti,~ 2249 3, 3| che se ferro mancasse o tosco o laccio,~non possa solo 2250 4, 2| triplicato testimon concorde.~Trabocca intanto il : passato il 2251 1, 2| turbini altrove.~Fiume più non trabocchi~per neve sciolta dal suo 2252 5, 4| una e due volte, alfine~traboccò dall’arcion nelle mie braccia,~ 2253 5, 1| dalle cime de’ monti~le tracie nevi rapida procella,~repentina 2254 4, 1| chiarissimo d’Epito;~ma l’ingrato tradì le mie speranze,~e profanò 2255 2, 6| timida, non è questo~un tradir la tua patria? Un dar in 2256 1, 4| lordi~d’infausto sangue di tradite genti,~sen vennero, portando~ 2257 5, 7| disperato sen l’alma non tragga.~ ~ ~ 2258 1, 4| Io dal confuso popolo mi traggo,~abborrisco l’aspetto~delle 2259 5, 2| fatta~oggi la patria mia tragica scena!~Che fia d’Aristodemo?~ 2260 3, 6| questa~notte alla patria il tramontato lume.~Darà il cipresso allori,~ 2261 | tranne 2262 1, 2| segni infelici,~non è tutta tranquilla~l’anima mia, né riconosce 2263 2, 5| Or che non vassi prima~a trar di mano al vincitor superbo~ 2264 5, 1| morte~non volea, né dovea trarli di vita.~Noi la sforzammo. 2265 3, 2| mio capo, e pria di mano~trarrolla al sacerdote;~violerò la 2266 4, 6| versò mai libica serpe,~né trascinato a sopportar il giorno~Cerbero 2267 1, 7| ruinoso al fondo.~Ma che? Trascurerà l’uom forte e saggio~ciò 2268 1, 2| che ministra di lui ne trasse il nome?~ ~AMFIA~Oh quanto 2269 1, 5| eletto~viene acclamato. Ma si tratta prima~di dar vittima a Dite,~ 2270 3, 2| nemico?~ ~CORO~Ah, di salute~trattasi qui, non di ruina.~ ~POLICARE~ 2271 1, 4| ch’altri, e ’l sacerdote,~tratte le bende e le corone al 2272 1, 6| virtù sublime~il pianto trattenea,~e tu sola potevi il proprio 2273 5, 1| un de’ ministri a tempo~a trattenerlo non correa, che solo~fece 2274 5, 5| Pensai di seguitarti; e mi trattenne~l’orror di uccider meco 2275 4, 5| ove d’austera~religion si tratti, anco il sospetto~libera 2276 2, 5| anima fiera~senza orror lo trattiene!~E m’adorna un dolor tanto 2277 2, 2| stanchi~alle vicine vigorose travi,~e col nerbo dell’un l’altro 2278 1, 4| lascian di sé lutto solenne.~Trema Licisco, e pave~Aristodemo. 2279 5, 6| terra~risponde al ciel. Tremano i tempii e l’urne~si scompongon 2280 4, 5| nutrice. Esposi~a suo’ piedi tremante~la nostra pietosissima menzogna~ 2281 1, 2| Ah, ch’io non odo~senza tremar la scusa~addotta da colui, 2282 1, 1| dolor, ch’io sento ancora~tremarmi in sen la mal sicura speme.~ 2283 2, 1| alcun: scotea le fibre~alto tremor. Sparse di fele tutte~son 2284 3, 6| dell’abisso,~ed inchinare il tribunal temuto~de’ rigorosi giudici 2285 3, 6| altare a Dite, uno alla trina~Ecate, un altro all’Erebo, 2286 4, 2| che da noi non riceva~un triplicato testimon concorde.~Trabocca 2287 2, 2| più d’un luogo appoggia~i tronchi annosi e stanchi~alle vicine 2288 2, 1| notturna, vocal marmo o tronco~portentoso che parli, a 2289 2, 5| applauso delle genti e ’l trono.~Ah, tolga Dio che ’l regal 2290 1, 4| consegnarla.~ ~POLICARE~E se trovasse~il genitor?~ ~TISI~ Ritorna~ 2291 1, 1| Ciel co’ miei sospiri,~pur trovaste pietà: Merope vive.~Or quali 2292 5, 1| aggiunse~il furor di Cocito;~e trovata giacer tra brune spoglie~ 2293 4, 6| quindi~i mali nostri. O mal trovato ferro,~per cui nuotan nel 2294 3, 3| se fosse anco ignota,~la troverei: se niuna,~la farei per 2295 4, 5| più facile e disposta~io troverò. Ma s’anco nieghi, e voglia~ 2296 3, 6| sferza i rapidi destrieri~per tuffarsi nell’onda il sol cadente!~ 2297 1, 2| nessun mortal succo~crescan tumide l’erbe, e non si beva~più 2298 5, 5| pianto~non beverà il suo tumulo. Più grande~il lutto in 2299 5, 2| ricuperar poi deve.~ ~TISI~Tuoni il ciel da sinistra, e pe2300 5, 8| la cui sol man moto al tuono,~se siamo in odio al ciel, 2301 2, 7| innocenti;~né sapevano i venti~turbar le calme all’Oceano, intatto~ 2302 1, 4| abborrisco l’aspetto~delle cose turbate, e vonne al tempio~lassù 2303 1, 2| portino Borea ed Austro~i suo’ turbini altrove.~Fiume più non trabocchi~ 2304 4, 5| Aristodemo~rimproverò, turbossi,~poi mostrò di placarsi. 2305 1, 4| del ciel, levar le sacre~tutele avite ad una patria, e tutte~ 2306 4, 3| soddisfaccia, io piego il collo~ubbidiente alla Messenia, ai Fati:~ 2307 5, 1| intenta~ad impedir che non s’uccida Amfia.~ ~TISI~Aristodemo 2308 2, 5| di lor presenza? Un padre uccide~la figliuola non chiesta, 2309 3, 3| o laccio,~non possa solo uccidermi il dolore?~Merope, o tu 2310 3, 3| POLICARE~Vuoi ch’io viva, e m’uccidi~con amari rimproveri. Ma 2311 1, 4| d’Aristodemo,~ch’Eufae, l’ucciso re, del suo favore~ha, prima 2312 4, 1| poco~de’ salutarti Itome, udii più volte~dalla tua stessa 2313 3, 6| onda~ultima d’Acheronte. Udir conviene~da tre gole i latrati~ 2314 4, 4| pende tutta~oggi Messenia, udisti~la nuova acerba, onde ritorna 2315 5, 4| venne e disse:~- Licisco, uditi ha Giuno~i tuo’ fervidi 2316 3, 3| fragranze;~e co’ teneri uffizii,~deh, per pietà la madre 2317 4, 6| l’indovin predice,~gli ultimi danni.~Già per tant’anni - 2318 5, 6| si scompongon de’ morti. Ulula il bosco~sacro di Giove, 2319 5, 8| Piena Itome è di pianto, e d’ululati~risuona il tempio, ove la 2320 3, 3| non ombra~piango le cose umanamente amate.~Se tu resti col corpo, 2321 2, 7| che guida al male.~Degli umani giudizii~spesso ride Fortuna, 2322 1, 2| col corno a minacciar gli umili campi,~già dell’alveo natio 2323 | une 2324 | uni 2325 3, 3| ti lascio;~prendine cura. Unico e dolce erede~de’ miei candidi 2326 1, 3| quella del rogo alfin s’unisca.~ ~POLICARE~E ’l cener nostro 2327 4, 1| coniugali dèi,~senza i quali t’unisti. Or va, del vile~ardir premio 2328 1, 1| padre d’Arena?~ ~ARISTODEMO~Uopo è di prova~e di sicuro testimon 2329 5, 6| ciel. Tremano i tempii e l’urne~si scompongon de’ morti. 2330 4, 6| domato da Vulcano~volse in usberghi, in aste,~e produsse la 2331 1, 1| intenerì. Respiro, Amfia.~Uscì dall’urna l’infelice Arena;~ 2332 1, 3| MEROPE~Ma non potrebbe~uscir dagli occhi miei, se non 2333 2, 2| vana~diligente ricerca, usciti a vista~delle tende spartane,~ 2334 1, 1| Arena,~non di Merope nostra, uscito è ’l nome.~ ~ARISTODEMO~ 2335 3, 5| E contro al Fato avverso~userai femminili armi di pianto?~ 2336 1, 1| Licisco~con pietosa bugia l’usurpa al Cielo,~ed inganna la 2337 2, 7| Saturno,~non insegnava ad usurparsi i regni~lo stesso Giove, 2338 2, 5| superbo~la trafugata e l’usurpata Arena?~Qual più degna cagion 2339 5, 1| aperse~il seno virginal. L’utero casto,~e voto ritrovò, senz’ 2340 2, 3| caso. O forse il caso~ha da vagar fra gli altri nomi, e al 2341 1, 5| volto,~d’onde vieni? A chi vai così veloce?~Nunzio di che?~ ~ 2342 4, 2| gittate basi!~Oh fondamenti validi e robusti~d’una lodevol 2343 4, 1| Amfia~Merope fu concessa a valoroso~e nobil garzon, sì ch’io 2344 4, 1| cosa~di tanta mole~fingerà vanamente?~ ~POLICARE~Attonito ei 2345 4, 1| fia mai questo?~Policare, vaneggi? Altro che nozze~chiede 2346 1, 1| il sacrifizio, Amfia;~ché vanità d’ambiziosa pompa~non è 2347 5, 4| certo colpo,~o Messenii, si vanta? Arco famoso,~che liberò 2348 3, 6| labile dono.~Così caldo vapor d’accesa estate~strugge 2349 3, 3| sul lido~la tua venuta, e varcheremo insieme,~per le tenebre 2350 4, 2| nutrice? Egli se n’entra, e al varco~l’attendono le donne acciò 2351 1, 6| grande, immobil tanto~alla varia Fortuna, e questo eccelso~ 2352 1, 4| ho poi~da molti il caso variamente e poco,~con mio stupore, 2353 3, 2| tornar più si può. Nel mortal vaso~il caro nome accompagnato 2354 1, 7| principii all’Olimpica men vasti.~Ché in quei primi contrasti~ 2355 2, 2| irta di pini, opaca~di vecchie querce, in più d’un luogo 2356 5, 4| O tu la trova, o ch’io,~vecchio iniquo, infedel, t’espongo 2357 5, 5| ventura~nelle stelle io vedea colpa maggiore;~e tre volte 2358 2, 2| delle tende spartane,~entrar vedemmo il ribellato padre~e la 2359 3, 3| qual Erinni,~qual Cerbero vedendo ombrabella,~stupido 2360 3, 6| insegnandola a Delfo?~fugge di vederla? O discacciato~fugge dal 2361 5, 1| coprissi il volto~per non vederlo; e giacque.~ ~TISI~A che 2362 5, 8| Aristodemo!~ ~CORO~Narra ciò che vedesti. Io già m’appongo~al ver. 2363 4, 6| da turbine eterno~agitate vediam l’umane cose.~Quindi armiamo 2364 3, 2| opra, e, prima~di Merope, vedrò l’atra palude,~ma non già 2365 1, 4| TISI~Certo non ha mai più veduto Itome~vergine illustre in 2366 4, 3| stessa mente, in cui ben veggio~regnar omai di sovrumana 2367 1, 2| Ibla fiorisca a voi, Lesbo vendemmi,~Gargara mieta; io sol comprendo 2368 3, 2| Chiaman quest’ire, e queste~vendette, i Lacedemoni spietati.~ 2369 4, 6| dissimular le offese~per vendicarle.~Ma sia pur Dami re, sia 2370 4, 6| rigoroso; il mio furore~vendicator. O mal fuggito, o sempre~ 2371 5, 1| del provocato cielo~l’ira vendicatrice. O dall’affetto~cieco materno 2372 3, 2| segua~la colpa; pria si vendichi. Preceda~al misfatto la 2373 4, 6| latebre della terra.~Ma vendicossi dell’umano oltraggio~natura, 2374 1, 3| solo viene,~e taciturno il venerabil Tisi?~ ~MEROPE~Resta, io 2375 1, 1| grande, e per le sacre~più venerande leggi~di natura e d’amor, 2376 2, 3| destin sommersi arcani,~venerandi però! Chi non credea~l’una 2377 3, 2| diffido. O tu cui fanno~venerando le vesti e ’l crin canuto,~ 2378 | venga 2379 | Venisse 2380 | vennero 2381 2, 5| bugiarda Fama~volar eterno alle venture etadi.~ ~AMFIA~E pur è ver! 2382 1, 5| commesso~sottrarne il ver. Vera è la fuga, e vero~il suo 2383 2, 2| i prodigi,~ecco i segni veraci.~ ~NUTRICE~Ah dèi, che sento?~ ~ ~ 2384 1, 1| il nome,~l’esser di padre veramente acquista.~Ma l’infelice 2385 2, 2| del bosco.~Sdegno, stupor, vergogna~in noi rimase; e dopo lunga 2386 1, 4| Or che dissero in cielo~i veri numi? E di che giusto sdegno~ 2387 4, 5| pietosissima menzogna~sì ben, che verità non trovò mai~fede maggior. 2388 4, 4| spartana~emula spada ha da versarsi tutto.~ ~ ~ 2389 4, 6| empio veleno,~che tal non versò mai libica serpe,~né trascinato 2390 2, 2| fuggitivo ove il Taigeto~veste d’antica selva il piede 2391 4, 1| restano impressi~onorati vestigi?~ ~POLICARE~Il sangue diedi~ 2392 4, 6| ferro omicida~allontanò i vicini.~Fu allor, fu allora appunto,~ 2393 4, 1| incontrar ben cento~volte vid’io l’armi di Sparta, e in 2394 4, 1| un altro delitto~tu pur vietasti il mio. Con qual ardire~ 2395 5, 1| nel tempo~dall’indovin vietato~furioso, terribile, funesto~ 2396 2, 2| annosi e stanchi~alle vicine vigorose travi,~e col nerbo dell’ 2397 2, 7| tempri~le forze sue men vigoroso l’anno,~e lasciar senza 2398 | VIII 2399 3, 3| libero il calle?~Né sarò vil compagno: a te bel fregio~ 2400 3, 5| è l’arte e l’ardir. Così vilmente~cederemo a Fortuna? e al 2401 5, 4| lasciatale in pena~di sua viltà. Tu reo di colpe gravi,~ 2402 1, 4| perdé combattendo, e ’l vincitore~vinse col fato, anzi ammirò 2403 5, 1| stanza custodita, i sacri~vincoli ruppe; violò le porte,~fugò 2404 3, 6| Notte;~e nuovo latte, e vino antico e Sangue,~e di pigra 2405 1, 4| paventa~le reliquie de’ vinti,~e d’un gran nome le memorie 2406 5, 8| spartano Itome ardesse,~se violasse il vincitor superbo~i sepolcri 2407 1, 4| Così dunque tu vedi~che violati dell’imperio antico~d’ogn’ 2408 2, 5| quest’atto,~o lo vorran. Le violenze abborro.~Libera io do la 2409 3, 2| trarrolla al sacerdote;~violerò la pompa;~smorzerò con l’ 2410 5, 1| ferro stesso aperse~il seno virginal. L’utero casto,~e voto ritrovò, 2411 2, 6| altamente. Una sol morte~mille vite risparmia: or se tu nieghi~ 2412 1, 3| raggio, che balena~nelle tue vivacissime pupille,~che m’assicura 2413 1, 4| d’Arena,~in cui si sente vivamente il danno,~e che lascian 2414 1, 4| fasce avvolto~innocente vivea. Sentito ho poi~da molti 2415 5, 5| sacerdotessa a Giuno.~Tu poi vivesti; ed io~obbligata al mio 2416 1, 6| a lui vivrò.~ ~NUTRICE~Vivrai, nobile dono~della pietà 2417 1, 6| Di Policare sono,~a lui vivrò.~ ~NUTRICE~Vivrai, nobile 2418 2, 1| AMFIA~Voce notturna, vocal marmo o tronco~portentoso 2419 | voglio 2420 2, 5| penne~di non bugiarda Fama~volar eterno alle venture etadi.~ ~ 2421 1, 7| mandi~Argo o Tessaglia, e voleran per l’orme~del fuggito Licisco,~ 2422 4, 5| fortuna, e in brevi detti, or volga,~ch’ogni momento è prezioso.~ ~ 2423 5, 8| debba i Messenii,~e pena più volgar riserba il Fato,~l’emula 2424 2, 4| animo ferve intumidito e volge~pensieri eccelsi. Non ardisce 2425 2, 7| Orco i campi;~Ission non volgea~la rota eterna, e Tantalo 2426 5, 1| tutto vide,~e riferì. Quindi volgendo in uso~di Messenia il peccato, 2427 1, 6| assicura.~Vedi s’i giorni tuoi volger sereni,~figlia, ti mostra 2428 5, 7| rotar di Sisifo il macigno,~volgersi l’orbe d’Ission, chinarsi~ 2429 2, 4| tenerezze; e tu, natura,~volgi altrove la fronte. Oggi 2430 3, 2| privato~e del publico ben, volgiti, o sdegno;~darà forze ragion, 2431 | Volli 2432 1, 4| pangea, con l’aste in mano~volser concordi il passo~da’ nostri 2433 5, 4| notizia del mal. Misero, io volsi~l’occhio geloso al sangue; 2434 1, 1| le terga a Lilibeo Noto o Volturno;~ma, benché taccia il vento,~ 2435 1, 4| quanto~del cener nostro il vomero spartano~ara ne’ campi, 2436 1, 4| aspetto~delle cose turbate, e vonne al tempio~lassù di Giove 2437 2, 6| nemico, e mieta~con la fiamma vorace i patrii campi?~Che disperga 2438 3, 6| una rupe~s’apre in negra voragine, che mena~alle stanze de’ 2439 | vorrei 2440 1, 7| porge il coro nostro inno votivo,~d’alloro cinti e di palladia 2441 2, 7| rigoroso Dite,~trovò il Tartaro vuoto,~ozioso il nocchier, le 2442 4, 6| usate al pianto,~che solo il Xanto - la metà ne conta.~Una


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