Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Carlo de’ Dottori
Aristodemo

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO III
    • SCENA IV
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

SCENA IV

SOLDATO, MEROPE, POLICARE, NUTRICE in fine.

 

SOLDATO

Merope, Aristodemo a sé ti chiama

e chiede pronta obbedienza. Ha teco

da conferir alti pensieri.

 

MEROPE

Il padre

con tal fretta? in tal tempo? e per gli arcieri

mi fa chiamar? Dove le serve sono?

E dov’è la nutrice?

Sei tu nunzio o custode? Ah, ben conosco

i preludi di morte. Il primo oltraggio

è questo di fortuna; il tormi prima

la libertà. Forse comanda Febo

che di miseria tal resti aggravata

la morte della vittima? e più tosto

se volontaria e generosa muore,

l’atto grande non piace? O petto, aduna

tutte le forze tue. Virtù debelli

i tumulti del senso.

Non può negarsi. Duro

è l’incontrar ciò che natura abborre.

Venisse almen tutta la morte in una

sol volta, e orribil fosse:

cercasse d’abbattermi l’ardire

crudelmente ingegnosa, e di levarmi

quel che del sesso ad onta orna il mio petto

generoso vigor. Mio sposo, addio;

io parto, addio.

 

POLICARE

Dove n’andrai, crudele,

senza di me? Ma non andrai. Fra poco

ti seguirò nell’Erebo. O spietato

padre! Spietati dèi! Perfida Itome,

che ’l misfatto atrocissimo sopporti!

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License