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SCENA V
POLICARE, AMFIA.
POLICARE
Sin qua molto s’è fatto. Erra la
fama
per la città con cento lingue, e
spande
garrula il fatto. Il romor vario
cresce,
e come accader suole
in gelosa materia, ove d’austera
religion si tratti, anco il
sospetto
libera la fanciulla, o ne sospende
il sacrifizio. Ecco le donne. Oh
come,
oh come a’ voti miei
corrisponde il successo!
AMFIA
Or tu mi narra
ciò che fortuna, e in brevi detti,
or volga,
ch’ogni momento è prezioso.
POLICARE
Il tutto
sin qua felicemente. Aristodemo
rimproverò, turbossi,
poi mostrò di placarsi. Itome è
piena
della bugiarda nuova,
ed è sospeso il sacrifizio.
Attendo
sorte miglior; ché spesso
fiera virtù la doma, e la
costringe
a cangiar volto.
AMFIA
A noi
men rigoroso d’ogni mia speranza,
Aristodemo venne,
e me richiese e la nutrice. Esposi
a suo’ piedi tremante
la nostra pietosissima menzogna
sì ben, che verità non trovò mai
fede maggior. Bagnai di vero
pianto
la finta colpa della figlia
amante;
proseguì la nutrice, egli si
tacque:
ma in quel silenzio io riconobbi
il padre,
e ritrovai il consorte. Una sua
grave
dolcezza balenò nelle pupille,
che, come lampo suol di ciel
turbato,
del volto rischiarò l’austere
nubi,
e d’una lusinghevole speranza
empì l’anima mia. Spero, e pur
temo
l’infedeltà della fortuna. Spero
che sia placato il genitor, ma
temo
il genio altier dell’ingannata
figlia,
se bene in parte al mio timor
provvide
Ofioneo, che dalla stanza sacra
ov’ella è custodita
severamente ogni persona esclude,
né pria ch’e’ lo permetta
alcun deve accostarsi. Aristodemo
certo non andrà primo. Io la
fanciulla
guarderò cautamente,
né lascerò, pria che disposta a
dirsi
donna, od a farsi fuggitiva.
Amore,
sin a quest’ora, e Morte
l’avran più strettamente persuasa,
e materia più facile e disposta
io troverò. Ma s’anco nieghi, e
voglia
ostinata perir, di nuovo pure
l’ingannerò. Torni pur mia: non
temo.
POLICARE
Cresce la notte, e con la notte il
grande
romor sparso da noi. Non andrà
molto,
che Merope sia sciolta. O che tu
possa
farle approvar la frode, o tu la
deggia
anco ingannar, pera Messenia, pera
mia vita, il mondo, io non mi
scosto. Andiamo.
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