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2. A un millennio dai primi incontri
Per
quanto riguarda i vostri antenati, i romani pontefici, ogni volta che le
circostanze lo permisero, cercarono di stringere o consolidare con essi vincoli di amicizia. Così nell'anno 977 il Nostro
predecessore Benedetto VII di felice memoria inviò suoi legati al principe Jaropolk, fratello del celebre Vladimiro; e allo stesso
gran principe Vladimiro, sotto i cui auspici rifulsero per la prima volta fra
la vostra gente il nome e la civiltà cristiani, furono
inviate legazioni da parte dei Nostri predecessori Giovanni XV nel 991 e
Silvestro II nel 999; il che fu cortesemente contraccambiato dallo stesso
Vladimiro, il quale a sua volta mandò ambasciatori ai medesimi romani
pontefici. Ed è degno di nota che nel tempo in cui questo principe portò questi
popoli alla religione di Gesù Cristo, la cristianità
orientale e quella occidentale erano unite sotto
l'autorità del romano pontefice, quale supremo capo di tutta la chiesa.
Anzi,
non pochi anni dopo, cioè nel 1075, il vostro principe
Isjaslav inviò il proprio figlio Iaropolk
al sommo pontefice Gregorio VII; e questo Nostro predecessore di immortale
memoria così scrisse a questo principe e alla sua augusta consorte: «Il vostro
figlio, mentre visitava le sacre soglie degli apostoli, venne da Noi, e poiché
voleva ottenere quel regno per mano Nostra come un dono di san Pietro, avendo
fatto professione di fedeltà allo stesso principe degli apostoli, lo richiese
con devote suppliche, assicurando senza alcun dubbio
che la sua richiesta sarebbe stata da voi ratificata e confermata, qualora
avesse avuto il favore e la protezione dell'autorità apostolica. Siccome questi
voti e queste richieste sembravano legittime, sia per
il vostro consenso e sia per la devozione del richiedente, noi infine le
abbiamo accolte, e gli abbiamo consegnato da parte di san Pietro il governo del
vostro regno, con questa intenzione e con questo ardente desiderio, che il
beato Pietro con la sua intercessione presso Dio custodisca voi, il vostro
regno e tutte le vostre cose, e vi faccia possedere quel medesimo regno in
tutta pace e anche con onore e gloria fino al termine della vostra vita. ...». 3
Così
pure è da notare e da tenere in somma considerazione che Isidoro, metropolita
di Kiev, nel concilio ecumenico si
Firenze, sottoscrisse il decreto con cui veniva solennemente sancita l'unione
della chiesa orientale e occidentale sotto l'autorità del romano pontefice, e
questo per tutta la sua provincia ecclesiastica, cioè per l'intero regno della
Russia; e a tale sanzione di unità egli, per quanto lo riguardò, rimase fedele
fino al termine della sua vita terrena.
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