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II.La
santità del sacerdote
3. La santità, dote prima della vita
sacerdotale - L'esempio deve precedere la parola
Diamo principio, diletti figli, alla nostra
esortazione, con l'incitarvi a quella santità, che è richiesta dalla dignità
del vostro grado. Poiché chi è insignito del sacerdozio, non per sé soltanto,
ma per gli altri ancora ne è insignito: " Ogni pontefice scelto tra gli
uomini, è preposto a pro degli uomini a tutte quelle cose che riguardano Dio
" (Eb 5,1). Il medesimo pensiero volle esprimere Cristo, quando, a
significare quale sia il fine dell'azione sacerdotale, li paragonò al sole ed
alla luce del mondo, sale della terra.
Ognuno sa che sale e luce Egli è
principalmente per l'ufficio che ha di distribuire il pane della verità
cristiana; ma chi è che ignori che un tale ammaestramento non approda a nulla,
se il sacerdote non consacri con l'esempio le cose insegnate con la parola. Gli
uditori con irriverenza sì, ma non a torto obietteranno: " Professano di
conoscere Dio e lo rinnegano coi fatti " (Tt 1,16); e respingeranno
la dottrina, né fruiranno della luce del sacerdozio.
Ond'è che Cristo, forma viva del sacerdote,
insegnò prima con l'esempio e poi con le parole: " Principiò Gesù a fare,
e poi ad insegnare " (At 1,1). Parimenti se gli si levi la santità
a nessun titolo il sacerdote sarà più sale della terra: poiché ciò che è
corrotto e contaminato non può servire a conferire la purezza; e, donde esula
la santità, conviene che abiti la contaminazione. Perciò Gesù, continuando la
medesima figura, chiama tali sacerdoti sale insipido, " che non è più
buono a nulla se non ad esser gettato via e calpestato dalle genti " (Mt
5,13).
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