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XI.
Utilità delle Sacre letture
22. Utilità della lettura spirituale
soprattutto delle Sacre Scritture
Con la meditazione quotidiana delle cose
divine conviene che il Sacerdote unisca la lettura di più libri, specialmente
di quelli che sono divinamente ispirati. Così san Paolo prescriveva a Timoteo:
" Attendi alla lettura " (1 Tm 4,13). Così san Girolamo,
ammaestrando Nepoziano intorno alla vita sacerdotale, inculcava: " Non
deporre mai dalle tue mani il libro della sacra lettura "; e ne
soggiungeva questo motivo: " Impara ciò che devi insegnare; ottieni quella
sincera sapienza, che è nutrita di verace dottrina, affinché con essa tu possa
esortare gli altri e ribattere gli avversari ". Quanto grande è il
vantaggio di quei sacerdoti che hanno questa costante abitudine: con quale
unzione predicano Cristo e, anziché blandire gli uditori, come li spingono al
meglio e li innalzano a celesti desideri!
23. I santi libri sono veri amici
Ma pure eccovi un'altra prova, e che fa
proprio al caso vostro, della verità del consiglio di san Girolamo: "
Sempre fra le tue mani sia la sacra lettura ". Chi non sa quanto grande
sia sull'anima dell'amico la forza persuasiva dell'amico, che candidamente
ammonisca, consigli, riprenda, ecciti, rimuova dall'errore? " Beato chi
trova un vero amico " (Sir 25,12); " chi lo trova ha trovato un
tesoro" (Sir 6,14). Ora dobbiamo avere nel numero dei nostri fedeli
amici i libri di lettura spirituale. Essi ci ammoniscono gravemente intorno ai
nostri doveri ed ai precetti della legittima disciplina, risuscitano nell'anima
i richiami celesti prima soffocati e repressi, ci rinfacciano i propositi non
mantenuti, scuotono la coscienza addormentata in un pericoloso ottimismo;
mettono in luce le tendenze meno corrette che vorrebbero star dissimulate;
scoprono i pericoli che sogliono sorprendere i malaccorti. E tutti questi buoni
uffici prestano con una tale e tacita benevolenza, che non solo ci si mostrano
amici, ma i migliori nostri amici. Poiché li abbiamo quando ci piace, quasi al
nostro fianco, pronti ad ogni ora alle nostre necessità interiori; la loro voce
non è mai acerba, il loro consiglio non è mai determinato da volgari interessi,
la parola non mai vile o bugiarda. Sono molti ed insigni gli esempi della
salutare efficacia delle devote letture; ma nessuno sovrasta a quello di
sant'Agostino, i cui meriti eminenti verso la Chiesa presero da esse inizio ed
auspicio: " Tolle, lege; tolle, lege... Prendi, leggi; prendi, leggi...
Afferrai (le lettere di Paolo Apostolo), le apersi e lessi in silenzio... Si
diffuse nel mio cuore come una luce di sicurezza, svanirono tutte le tenebre
del dubbio ".
24. Guardarsi da letture non ben
discriminate
Invece di sovente accade ai nostri tempi che
ecclesiastici si lascino a poco a poco annebbiare la mente dalle tenebre del
dubbio e seguano le oblique vie del mondo, e ciò specialmente perché, negletti
i sacri e divini libri, si danno ad altre letture di ogni genere di libri e
giornali infetti di errori pestiferi blandamente insinuatisi. Siate guardinghi,
o diletti figli, non vi fidate ciecamente della vostra provetta età, né
lasciatevi illudere dal pretesto di conoscere il male e così poter meglio
provvedere al bene comune. Non si passino quei limiti, che stabiliscono sia le
leggi della Chiesa, sia la prudenza e la carità verso se stessi; poiché una
volta imbevuti di questi veleni, non possiamo più sfuggirne le funeste
conseguenze.
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