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II.
PER IL RINNOVAMENTO DELLA PIETÀ MARIANA
24. Lo stesso concilio Vaticano
Il esorta, poi, a promuovere, accanto al culto liturgico, altre forme di pietà,
soprattutto quelle raccomandate dal magistero. Tuttavia, come è ben noto, la
venerazione dei fedeli verso la Madre di Dio ha assunto forme molteplici
secondo le circostanze di luogo e di tempo, la diversa sensibilità dei popoli e
la loro differente tradizione culturale. Ne deriva che le forme in cui tale
pietà si è espressa, soggette all’usura del tempo, appaiono bisognose di un
rinnovamento che permetta di sostituire in esse gli elementi caduchi, di dar
valore a quelli perenni e di incorporare i dati dottrinali, acquisiti dalla
riflessione teologica e proposti dal magistero ecclesiastico. Ciò dimostra la
necessità che le conferenze episcopali, le chiese locali, le famiglie religiose
e le comunità di fedeli favoriscano una genuina attività creatrice e procedano,
nel medesimo tempo, ad una diligente revisione degli esercizi di pietà verso la
Vergine; revisione, che auspichiamo rispettosa della sana tradizione e aperta
ad accogliere le legittime istanze degli uomini del nostro tempo.
Pertanto, ci sembra opportuno, venerabili
fratelli, indicarvi alcuni principi secondo cui bisogna operare in questo
campo.
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