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Ludovico Ariosto I cinque canti IntraText CT - Lettura del testo |
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LXXVIII E seguitò: - Se quando ne l'errore de la dannata legge ero perduto, e ne l'ozio sommerso e nel fetore tutto d'Alcina, come animal bruto, mi liberò il mio sommo almo Fattore; perché sperar non debbo ora il suo aiuto, che per la Fede essendo puro e netto di molte colpe, io so che m'ha più accetto?
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