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| Tommaso Campanella Poesie IntraText CT - Lettura del testo |
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67 Ad Annibale Caracciolo, detto Niblo, scrittor d'egloche. Non Licida, né Driope, né Licòri pôn mai, Niblo gentil, farti immortale, se d'amor infinito oggetto eguale l'ombre non son, né gli cadenti fiori. La bellezza, che in altri ammiri e adori, nell'anima tua diva più prevale; per cui lo Spirto mio spiega anche l'ale verso le note degli eterni ardori. Illustra dunque quel che 'n te risplende con l'amor di virtù che mai non manca, e laudi immense da Dio solo attende. Di far conto con gli uomini omai stanca l'anima mia, la tua richiama, e rende alla scuola di Dio con carta bianca.
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