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Della possanza dell'uomo.
Gloria a colui che 'l tutto sape e puote!
O
arte mia, nipote - al Primo Senno,
fa'
qualche cenno - di su' immagin bella,
ch'uomo
s'appella.
Uomo s'appella chi di fango nacque,
senza
ingegno soggiacque, - inerme, ignudo:
patrigno
crudo - a lui parve il Primo Ente,
d'altri
parente.
D'altri parente, a' cui nati die' forza
bastante,
industria, scorza, - pelo e squame.
Vincon
la fame, - han corso, artiglio e corno
contra
ogni scorno.
Ma
ad ogni scorno l'uomo cede e plora;
del
suo saper vien l'ora - troppo tarda;
ma
sì gagliarda, - che del basso mondo
par
dio secondo.
E, dio secondo, miracol del primo,
egli
comanda all'imo, - e 'n ciel sormonta
senz'ali,
e conta - i suoi moti e misure
e
le nature.
Sa le nature delle stella e 'l nome,
perch'altra
ha le chiome - ed altra è calva;
chi
strugge o salva - e pur quando l'eclisse
a
lor venisse,
quando venisse all'aria, all'acqua,
all'humo.
Il
vento e 'l mar ha domo, - e 'l terren globbo
con
legno gobbo - accerchia, vince e vede,
merca
e fa prede.
Merca e fa prede; a lui poca è una terra.
Tuona,
qual Giove, in guerra - un nato inerme;
porta
sue inferme - membra e sottogiace
cavallo
audace.
Cavallo audace e possente elefante;
piega
il leon innante - a lui il ginocchio;
già
tirò il cocchio - del roman guerriero:
ardir
ben fiero!
Ogni ardir fiero ed ogni astuzia abbatte,
con
lor s'orna e combatte, - s'arma e corre.
Giardino,
torre - e gran città compone
e
leggi pone.
Ei leggi pone, come un dio. Egli astuto
ha
dato al cuoio muto - ed alle carte
di
parlar arte; - e che i tempi distingua
dà
al rame lingua.
Dà al rame lingua, perc'ha divina alma.
La
scimia e l'orso han palma, - e non sì industre,
che
'l fuoco illustre - maneggiasse; ei solo
si
alzò a tal volo.
S'alzò a tal volo, e dal pianeta il tolse;
con
questo i monti sciolse, - ammazza il ferro,
accende
un cerro, - e se ne scalda, e cuoce
vivanda
atroce;
vivanda atroce d'animai che guasta.
Latte
ed acqua non basta, - ogn'erba e seme
per
lui; ma preme - l'uve e ne fa vino,
liquor
divino.
Liquor divino, che gli animi allegra.
Con
sale ed oglio intègra - il cibo, e sana.
Fa
alla sua tana - giorno quando è notte:
oh,
leggi rotte!
Oh, leggi rotte! ch'un sol verme sia
re,
epilogo, armonia, - fin d'ogni cosa.
O
virtù ascosa, - di tua gloria propia
pur
gli fai copia.
Pur gli fai copia, se altri avviva il
morto;
passa
altri, e non è assorto, - l'Eritreo;
canta
Eliseo - il futuro; Elia sen vola
alla
tua scuola;
alla tua scuola Paolo ascende, e truova
con
manifesta pruova - Cristo a destra
della
maestra - Potestade immensa.
Pensa,
uomo, pensa!
Pensa, uomo, pensa; giubila ed esalta
la
Prima Cagion alta; - quella osserva,
perch'a
te serva - ogn'altra sua fattura,
seco
ti unisca gentil fede pura,
e
'l tuo canto del lor vada in più altura.
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