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Tommaso Campanella
Poesie

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    • 88 Il salmo CXI: «Beatus vir qui timet», ecc.
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88

Il salmo CXI: «Beatus vir qui timet», ecc.

    Quegli beato è, del Signor c'ha santa temenza;

sicuro e lieto il fa sua legge pia.

    Di costui in terra alligna il seme potente,

del giusto il germe ognor benedetto fia.

    Ne' cui bei tetti ricchezza e gloria abonda,

in tutti tempi alberga la giustizia.

    Pur nelle tenebre a' santi il bel lume si mostra

del pietoso Dio splendido tuttavia.

    Giocondo è sempre il donator largo e benigno;

dal buon giudizio non si rimove mai.

    Il suo nome mai non potrà estinguere morte,

mala fama teme, e vittorioso vola.

    Sta nel Signor fermo e sempre di speme ripieno:

non si movrà innanzi ch'ogni nemico pèra.

    Il suo divise, e mangiâro i poveri amici;

gloria subblima il corno potente suo.

    Il che vedendo poi, il peccator tristo s'adira,

dibatte i denti, e pur rabioso crepa.

    Del giusto, ancor che al tardo, il disegno riesce,

e de' malvagi l'empia voglia père.

 

 




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