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Tommaso Campanella
Poesie

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    • 104 Sonetto sopra il salmo: «Saepe expugnaverunt me», ecc., applicandolo l'autore a se
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104

Sonetto sopra il salmo: «Saepe expugnaverunt me», ecc., applicandolo l'autore a se

     Spesso m'han combattuto, io dico ancora,

fin dalla giovanezza; ahi, troppo spesso!

Ma d'espugnarmi non fu lor concesso,

ch'è Dio che mi sostiene e mi rincuora.

    Sopra le spalle mie, quasi ad ogn'ora,

fabricando processo con processo,

han prolungato il lor maligno eccesso;

ma la spada del Ciel per me lavora.

    Vicino è 'l , che le cervici altiere

e i colli torti e le lingue bugiarde

farà pasto di tigri, orsi e pantere:

    qual fièn de' tetti, ch'in nascendo s'arde

pria che si colga e maledetto père,

son verso Dio le tirannie più tarde.

 




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