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| Tommaso Campanella Poesie IntraText CT - Lettura del testo |
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108 Sonetto fatto sopra li segni, con suoi appendici. Toglie i dì sacri il Tebro e calca Roma, Lombardia il Po. Più volte il sol s'oscura. Scorpion e Tauro cangiano figura. Stelle son viste con l'accesa chioma. Dell'una e l'altra Sicilia gran soma l'Inferno inghiotte. Ogni erba fresca e dura ràdeno i bruchi. Mostra la natura novelli mondi e la barbarie doma. La giustizia si compra e 'l Verbo santo sotto favole e scisme ognor si vende. Il premio a' buoni usurpa il ricco manto. Non c'è profeta: è anciso, ove s'intende. Ben diecemila miglia dal suo canto Febo calato a terra si comprende. A poco a poco rende sua vita il mondo al primo Creatore; viene il giorno fatale al malfattore;
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